In Italia lavorano 800 mila fra colf e badanti a cui si aggiunge la stima di circa 1 milione e
duecentomila in nero. Due milioni di donne che al momento non hanno alcun sostentamento da parte del governo, anche se formalmente possono continuare a lavorare.
Tutti i partiti sono d’accordo a concedere un sussidio alle badanti in regola ma lo strumento
futuro non è chiaro. Se le Acli rilanciano la richiesta, partita dalla Flai Cgil per i braccianti migranti, di «regolarizzare le lavoratrici irregolari, per lo più straniere, del settore domestico con un’apposita sanatoria che permetta a tutte loro di poter accedere ai servizi sanitari e producendo nuove entrate per lo stato dal pagamento di tasse e
contributi», sottolinea la segreteria nazionale delle Acli Colf Giamaica Puntillo, gli emendamenti al Cura Italia per estendere anche a loro la cassa integrazione molto difficilmente passeranno.
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