Scafati. E’ stato preparto con i prodotti del Fondo Agricolo “Nicola Nappo” l’aperitivo che si è tenuto ieri 28 dicembre, presso il bene confiscato dedicato al Progetto Don Peppe Diana in Via Pasquale Vitiello 87.
Un brindisi ai 25 anni di Libera Contro le Mafie in un bene confiscato alla camorra e restituito alla collettività, in occasione del quale si è aperto il tesseramento al Presidio di Libera a Scafati “Nicola Nappo” con una motivazione che non lascia spazio all’interpretazione e richiama al coraggio e al bisogno “di far sentire forte e chiara la nostra voce. A chi semina paura, odio e rabbia, risponde l’Italia di chi costruisce speranza, impegno e responsabilità. E’ il momento di conoscere, decidere, schierarsi. Per andare incontro al futuro, non attenderlo“.
Presente all’apertivo don Peppino De Luca che, nel salutare gli intervenuti, ha spiegato la finalità del progetto del bene confiscato di via Pasquale Vitiello: “Una casa vicina ai padri separati, un continuo del progetto ‘La Casa di Fracesco’ che accoglie quotidianamente i senzatetto, uno dei semi di speranza lanciati in città.
Gerardo Illustrazione, referente cittadino del Presidio di Libera, ringraziando i presenti ha ribadito l’importanza della sottoscrizione all’associazione per dimostrare da che parte stare continuando a lavorare come una grande famiglia.
Presenti all’appuntamento l’instancabile Anna Garofalo, referente provinciale di Libera e Fabio Giuliani, referente regionale. Anna Garofalo, paganese, ha fatto un po’ il resoconto di “una comunità che cresce” in mezzo a tante difficoltà e in tante realtà diverse, nell’agro sarnese nocerino, in tutta la provincia di Salerno fino a tutto il territorio regionale. Tuttavia si fanno dei passi in avanti anche in quelle realtà che, come bene spiega Anna Garofalo, “Cercano di ritrovare una identità vera, solidale, legale, di sviluppo. Realtà che hanno ancora difficoltà ad affermare i diritti fondamentali come quello di esercitare un voto libero”.
E proprio a Scafati che, come Pagani e altri comuni, “Ha vissuto il dolore di uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche – continua Garofalo – ci sono due beni confiscati (il Fondo agricolo Nicola Nappo e la casa dedicata al progetto di Don Peppe Diana): il segno del riscatto di terre che provano a trovare una giusta dimensione per continuare a credere che costruire un mondo diverso è possibile.”

