La questione è stata affrontata nei giorni scorsi dalla Cassazione che, con sentenza 2182 della Prima sezione civile, ha confermato la condanna a carico della Eas, ‘Ente acquedotti siciliani in liquidazione’, ex gestore della reta idrica di Gela.
L’Eas dovrà infatti corrispondere 853 euro di risarcimento danni in favore del presidente della Confcommercio di Gela Rocco Pardo, per i disservizi avuti nel suo ristorante “nel periodo in cui il Comune di Gela aveva ordinato ai cittadini di astenersi dall’uso potabile dell’acqua in quanto i parametri chimici e i caratteri organolettici erano difformi da quelli previsti dalla legge“.
Una sentenza importante che potrebbe creare un precedente in tema di risarcimenti per il mancato approvvigionamento di acqua potabile. Una situazione che potrebbe riguardare diversi comuni italiani, visti i vari disservizi e i problemi avuti per la presenza anche di arsenico e amianto negli acquedotti.
Sono infatti tanti i cittadini che, in varie regioni, soprattutto in Sicilia, non possono contare su un flusso idrico costante e di buona qualità.

