SCAFATESE, BOTTA E RISPOSTA CON ANTONIO CIBELE

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Antonio Cibele, fresco di entusiasmo ed adrenalina per la doppietta di ieri che ha portato la Scafatese alla vittoria si racconta.

A quale età ti sei reso conto di avere le doti per poter fare il calciatore?
“1.più che doti da calciatore, mi sono reso conto che avevo proprio un’insana passione per il calcio, già all’età di 4 anni.”

Ti occupi di altro nel tuo quotidiano? Chi è Antonio Cibele fuori dal campo?
“Sono un laureando in scienze motorie e quando posso mi diverto con i bambini della Scuola calcio. Sono un ragazzo semplicissimo, che ama uscire e divertirsi con gli amici, legato tantissimo alla famiglia.”

Qualche rimpianto per ciò che riguarda la tua carriera!?
Rimpianti tanti, sopratutto negli anni più importanti, a partire dai molteplici infortuni fino ad arrivare ad una testa non proprio da professionista.”

A  quale calciatore di serie A  ti ispiri?.
” Diciamo che mi ispiro molto ad Higuain.. non ha eguali in serie A.”

Qualcosa di positivo  riguardo la Società in cui giochi?

“Scafati e la Scafatese sono una piazza e una realtà importantissima in questa categoria, l’obiettivo nostro è quello di far gioire i tifosi e dargli le soddisfazioni che meritano anche se sappiamo che c’è tanto da migliorare.”

Sei reduce da una bella doppietta che ha portato la Scafatese alla netta vittoria, ieri in casa. Che emozioni si provamo nell’istante in cui si vede la palla entrare in rete?

” Per  un attaccante, la gioia del gol è una gioia indescrivibile, diciamo però  che sono un attaccante atipico in questo caso perché non sono ossessionato dal gol ma preferisco la vittoria della squadra con qualche giocata importante di qualità, poi se arriva anche il Gol ben venga.”

(Domanda di rito, la faccio a tutti)
Calciatori/veline. Hai trovato la tua?

” Nessuna velina, diciamo che ci sto lavorando, c’è un tempo per ogni cosa e in questo caso mi sa che sta arrivando anche il mio..’

Tra 10 anni dove ti immagini?
.”Tra  10 anni mi immagino innanzitutto  lavorativamente realizzato e con una bella famiglia, naturalmente continuando con il calcio, perché no seduto su una panchina.”