Pagani-Nocera Inferiore, proiezione e discussione per Tonino Esposito Ferraioli

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Stamattina al Tribunale di Nocera Inferiore, nuova proiezione del film Tonino, poi la successiva discussione assieme all’ Ordine degli Avvocati di Nocera Inferiore e dell’associazione AIGA Sezione di Nocera Inferiore, della vicenda giudiziaria di quello che per tutti era Tonino e all’anagrafe risultava Antonio Esposito Ferraioli, ucciso dalla camorra nella sua Pagani, a 27 anni, nel luglio del 1978. Una vicenda giudiziaria che facciamo partire a ritroso, ovvero dall’aprile di due anni fa, quando Corte d’Appello DI Salerno respinse l’incredibile ricorso presentato dal Ministero degli Interni, confermando di fatto la matrice camorristica dietro la morte del sindacalista della Fatme e riconoscendolo a tutti gli effetti vittima di camorra. Il ricorso era arrivato dopo una sentenza di primo grado che confermava la mano della camorra nel delitto. La sentenza firmata dal giudice Carlo Mancuso circoscriveva l’omicidio alla gestione della mensa aziendale Fatme, dove Ferraioli lavorava in qualità di sindacalista. Ferraioli – che militava nella Cgil e svolgeva anche il ruolo di cuoco all’interno dell’azienda – era pronto a denunciare la cattiva qualità del cibo che arrivava quotidianamente presso il luogo dove lavorava. Cibo in cattivo stato di conservazione, con carne che risultava persino avariata. E con una gestione riconducibile a Giuseppe e Aniello De Vivo, «notoriamente legati ad ambienti camorristici». Gli elementi raccolti dalla magistratura parlarono di avvertimenti in quei giorni verso Ferraioli. Del resto, oltre al sospetto di una gestione “parallela” della camorra, ad insospettire furono anche i furti che quotidianamente si consumavano ai danni dei tir. FeIn sede penale, ad occuparsi della vicenda furono gli avvocati Carlo De Martino e Monica Abagnara. In sede civile, invece, Alfonso Vuolo e Gerardo Ferraioli. Il riconoscimento di vittima della “criminalità organizzata” giunse dopo un ricorso presentato dal fratello Mario Esposito Ferraioli. In precedenza, la Prefettura di Salerno aveva respinto un’istanza con la medesima richiesta, non essendo mai stati individuati mandanti ed esecutori della morte del 27enne sindacalista. Ma gli avvocati sostennero che si potesse prescindere dall’accertamento giudiziario, essendo l’omicidio maturato in un clima di tensione, da ascrivere alle organizzazioni camorristiche.