Salernitana-Benevento 0-2, poco Ventura, un pò di più, ma non molto, Inzaghi

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Libidine, doppia libidine, non quella di Calà, Campana o meno, ma nemmeno quella di Ventura, detto mister Libidine, che cade al primo grande ostacolo di campionato, il derby contro una big, anzi contro una possibile rivale in ambizioni massime. Libidine, prorompente o fate voi coi fiocchi, per Pippo Inzaghi, l’ex cannoniere che danzava sul filo del fuorigioco, il fratello di chi è libro paga di Lotito alla voce Lazio. Porta alla vittoria all’Arechi un Benevento rin…Vigorito dall’importanza della posta in palio, dalle sfumature interiori di quel che resta di un derby. Prima emozione al 14′, con l’ex Coda,dopo un’azione sviluppata in compagnia di Insigne: palla fuori. Onestamente. è l’unica vera cosa degna di taccuino in una prima frazione avara di emozioni, direbbero quelli che scrivono bene o scriverebbero quelli che dicono bene. Secondo tempo, Giannetti invano ci prova di testa, su assist di un indiavolato Kiyine, non centra la porta, non è serata di gloria per lui e per il resto della truppa. Il gol è maturo, quello degli avversari però. Dieci minuti dopo, la porta vien centrata, mai dai sanniti. A segno alla grande il prode dal piede tenero Viola: dal vertice destro mette a segno un gol stupendo dopo due calci d’angolo consecutivi. Nel giro di quattro minuti, il Benevento ammazza granata e partita. Raddoppia al 20′ l’attaccante da tre lettere, al secolo sardo Sau, su assist di quell’Insigne che sta a Lorenzo come Pippo sta a Simone o viceversa, non stiamo a sottilizzare, azione nata dall’immortale Maggio. Metà tempo trascorsa da poco, entrano lo specchietto per le allodole senza condizione Cerci, al posto di Jallow, e il carneade Maistro per quel di Odjer. A sette dal termine, angolo ospite, colpo di testa di Coda che termina fuori di non molto. Nel recupero, destro di Tello: palla alta. Finisce così, il Benevento vince non molto facendo ma soprattutto la Salernitana perde, diciamo e scriviamo così, senza colpo ferire, tradita dall’ansia di prestazione o forse semplicemente tornata sulla terra cadetta, fatta di tante squadre incomplete per vocazione.

SALERNITANA (3-5-2): Micai; Karo (12’st Kalombo), Migliorini, Jaroszynski; Cicerelli, Odjer (26’st Maistro), Di Tacchio, Firenze, Kiyine; Giannetti, Jallow (26’st Cerci).
A disp: Russo, Vannucchi, Lopez, Pinto, Dziczek, Morrone, Djuric, Gondo. All: Ventura.

BENEVENTO (4-4-2): Montipò; Maggio, Volta, Caldirola, Letizia; Insigne (31’st Improta), Hetemaj, Viola, Tello; Coda, Sau. A disp: Manfredini, Rillo, Gyamfi, Tuia, Antei, Del Pinto, Basit, Kragl, Sanogo, Vokic, Di Serio. All: Inzaghi

Arbitro: Abbattista di Molfetta

Marcatori: 16’st Viola, 20’st Sau

Ammoniti: Jallow, Di Tacchio, Giannetti, Insigne. Spettatori: 18.003