Nocerina, Di Costanzo e il feeling col presidente, parola d’ordine chiarezza

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“Il ricordo è l’unico paradiso dal quale non possiamo essere cacciati”: Jean Paul Friedrich Richter. Sono tanti i ricordi di Nello Di Costanzo, anni 58 il prossimo 26 luglio, solo per l’anagrafe di nome Cuono, il santo patrono di Acerra, dove in tanti si chiamano così. Nello abita a Somma Vesuviana, da qui parla di ricordi e di Nocerina.  A Nocera ha allenato il Kaiser, ero uno degli allievi preferiti da calciatore di Franco Villa, sono stato con lui in tante squadre di  D dopo aver giocato nelle giovanili di Napoli e Milan, apprezzava la mia generosità da centrocampista duttile. Da aspirante allenatore riempivo quaderni di appunti per apprendere da lui. A Nocera c’è stato Gianni Simonelli, un esempio per me e per tanti colleghi. Ma è del presente che bisogna parlare. Mi sento più volte al giorno col presidente Maiorino, tra noi è nato un buon feeling, prima di sederci e accordarci, lui vuole risolvere tutte le vecchie pendenze e cominciare con un organigramma. Mi fa piacere che abbia preso Aniello Pepe come segretario, figura indispensabile, a proposito di Aniello, avrei un altro ricordo… Dica pure. Aniello era il segretario del Terzigno, mi volle come allenatore il presidente Rosa, il mio vice era Filippo Raiola, oggi direttore alla Paganese. Ricordo la prima cosa che dissi, scordatevi a Terzigno di andare a far risse ogni domenica su qualche tempo, oppure prendete un altro allenatore, non sono fatto per queste cose. Chi è Di Costanzo, lo dice il diretto interessato. Uno che s’è laureato e giocato al calcio contemporaneamente, uno che ha conquistato tutto da solo, partendo dalla gavetta e arrivando ad allenare in B, uno che non s’è mai legato a procuratori o direttori, uno che non fa questioni di soldi per firmare ma valuta le persone e i programmi, uno che può accettare una squadra di giovani oppure di gente più esperta, a patto che si chiariscano fin dall’inizio i programmi alla piazza – soprattutto a piazze storiche come Nocera e altre simili – uno che vuole sempre costruire, forse è per tutta questa serie di cose che è nato il feeling con il presidente Maiorino. L’ultimo ricordo è per l’ultima esperienza. A Caserta non ero il direttore tecnico ma l’allenatore a tutti gli effetti, sono stato fatto fuori col quinto posto in classifica, chi è venuto dopo di me ha chiuso al nono, non aggiungo altro.