Nocera Inferiore, morto dopo odissea e ritardi

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L’intervento era previsto per il 23 aprile ma ancora non abbiamo capito perché non è stato fatto. Il 25 aprile ci dicono che l’intervento sarà effettuato il 26 aprile ma, in realtà, non c’è stato più tempo”. Nella notte tra il 25 e il 26 aprile la chiamata: il cuore di Luigi Di Maio non ha più retto. Non gli sostituiscono la batteria del peacemaker: muore dopo un mese di calvario all’ospedale di Nocera Inferiore. E’ il triste epilogo di Luigi Di Maio, 87enne di Torre Annunziata. A denunciare la tragica vicenda, il figlio Leopoldo che aveva più volte sottolineato ai medici del problema relativo al peacemaker. Ma procediamo con ordine. A distanza di dieci anni dall’installazione dell’apparecchio, “dalla clinica Sanatrix di Napoli – spiega Leopoldo Di Maio – non è stato mai chiamato per un controllo. Cosa che invece sarebbe dovuta avvenire annualmente. Niente di tutto questo”. A marzo scorso, poi, l’inizio del calvario. I familiari di nonno Luigi hanno cominciato a preoccuparsi della sostituzione dell’apparecchio. E così l’appuntamento alla clinica Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano. E’ lì che i medici avrebbero sostituito la batteria al peacemaker. “Dall’ospedale di Boscotrecase, però, non hanno dato l’ok – spiega Leopoldo Di Maio -. Mio padre è stato quindi trasferito all’ospedale di Pagani. Lì, l’unico medico deputato è partito per le vacanze di Pasqua. Insomma, ancora un trasferimento. A Nocera Inferiore, questa volta ma l’epilogo è stato amaro, anzi tragico.