Il calcio che diventa una burla, sotto col Trapani

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Perseverare è diabolicoa. A distanza di sette mesi, il Trapani incappa per la seconda volta in una cessione scomoda del club. Si era salvato da quella del luglio scorso all’imprenditore napoletano Francesco Agnello che è  riuscito a revocare  (con il parere favorevole del Tribunale delle Imprese) grazie ad un appiglio giuridico. Oggi, la vicenda ha un soprendente “replay”, con la cessione delle quote a Maurizio De Simone, avellinese. Questa volta, invece, prima che le parti si sedessero intorno ad un tavolo, è  arrivato un vero avvertimento della Lega di serie C, che in un comunicato ufficiale ha cercato di persuadere l’attuale proprietà a desistere dalla volontà di cedere a De Simone, per i suoi precedenti altre società. Quali precedenti, lo spieghiamo qui. Dopo aver lavorato in una nota agenzia giornalistica avellinese, la scorsa estate, diventa da un giorno all’altro, amministratore del Matera. E tutto sappiamo quel che è successo al Matera. A proposito, l’ex presidente del Matera, Rosario Lamberti, altro volto noto dalle nostre parti non solo per il giornalismo, ora ha preso il titolo di Promozione del Serino dalle mani di quel personaggio che qualche settimana fa s’inventò il finto episodio di razzismo arbitrale verso il suo portiere di colore. Complimenti a tutti, vivissimi, anche a Taccone, ex patron del vecchio Avellino che viene spesso tirato in ballo dai due nuovi globtrotter del calcio malato. A proposito, sentite questa. Il nuovo presidente del Trapani s’è così rivolto ad un suo nuovo calciatore: Bravo, sei irpinese come me. Come se Scafati si trovasse in Irpinia…