Aumentato, in un anno, il numero degli omicidi volontari in provincia di Salerno. Si è passati dai 6 delitti registrati nel periodo 1 luglio 2016-30 giugno 2017 ai 10 dei dodici mesi successivi. Tra questi, l’omicidio di Nunzia Maiorano, ad opera del marito Salvatore Siani al culmine di una lite, e quello del diciannovenne Antonio Pascuzzo, ucciso dal 18enne Karol Lapenta a causa di un debito maturato nell’ambito dello spaccio di stupefacenti. Questi i dati che emergono dalla relazione delle attività della Corte d’Appello di Salerno, presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, questa mattina
La presidente della Corte di Appello di Salerno, Iside Russo, ha effettuato invece anche una riflessione “sul ruolo della giurisdizione” legato al “fenomeno dei migranti”. Tema che ha toccato in modo diretto Salerno e il suo porto che negli scorsi anni ha ospitato diversi sbarchi, tra cui quello del 5 novembre 2017, ricordato dalla presidente Russo per la morte di 26 giovani donne. “E’ noto – ha sottolineato durante la relazione – che il tema dell’immigrazione e’ al centro di un ampio dibattito non solo nazionale e non solo europeo e, sul quale, si registrano sensibilita’ diverse. Nel rispetto, ovviamente, di ogni opinione culturale e politica, alla luce dei parametri costituzionali e sovranazionali che definiscono l’intervento della giurisdizione, resta fermo che il ruolo del giudice e’ quello di garante dei diritti, il cui catalogo non e’ confinato nell’ordinamento nazionale ma articolato all’interno dei molteplici livelli di tutela che caratterizzano il sistema europeo”. La presidente della Corte di Appello di Salerno ha evidenziato anche “che l’interpretazione delle norme deve essere costituzionalmente e convenzionalmente orientata, nonche’ rispettosa dei principi delle carte internazionali; che nel bilanciamento dei vari interessi in gioco e in specie tra diritti individuali e principi che possono determinarne una limitazione, le indicazioni provenienti dalla Carta Costituzionale e da tutte le Carte dei diritti, sono in una direzione specifica, lucidamente trattata
“I giudici, purtroppo, molto spesso, non vengono valutati per le indagini che fanno e per le sentenze che scrivono, quanto per meriti di altra natura, incarichi, vuoto protagonismo, visibilita’ ricercata, falso presenzialismo”. Lo ha detto, parlando dei criteri di valutazione di professionalita’ dei magistrati, il procuratore generale presso la Corte di Appello di Salerno, Leonida Primicerio, durante il suo intervento di inaugurazione. Primicerio, sottolineando la necessita’ di fare “una profonda autocritica nel nostro momento di autogoverno”, sostiene che “su questo soffrono quei magistrati che, tutti i giorni, indossano la toga, vanno in udienza, punto e basta, quelli che esercitano laicamente la loro funzione”. Sono loro, a detta del procuratore generale, a patire “questo carrierismo sfrenato” che e’ “sempre stato estraneo alla cultura della magistratura per come e’ scritta nella nostra Costituzione”. Per il procuratore generale salernitano e’ incostituzionale” che i magistrati a capo degli uffici giudiziari debbano “fare gare d’appalto”. Il riferimento e’ alle Conferenze permanenti, definite “grandi assemblee di condominio”, in cui “noi magistrati riceviamo una delega di un dirigente del ministero”, spiega. “Io non avevo studiato per questo, e’ un altro mestiere”, tuona. Tuttavia, “abbiamo accettato questa delega, ci siamo fatti carico per senso di responsabilita’ altrimenti il sistema finisce e si blocca” e che, altrimenti, “avremmo dovuto sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale tra poteri dello Stato”, ha concluso.

