Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede in ciò che spesso han mascherato con la fede, nei miti eterni della patria o dell’eroe perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto e un Dio che è morto,
nei campi di sterminio Dio è morto, coi miti della razza Dio è morto con gli odi di partito Dio è morto. Guccini che ne pensa di Friedrich Wilhelm Nietzsche ? Magari sarà oggetto di una prossima lezione della prof Amelia Zarrella, che presso Eutopìa, associazione culturale sita in via Grimaldi, in un’ora ha attratto alla grande i presenti, quasi tutti giovani, con una lezione sul filosofo tedesco e sul messaggio per le nostre vite, messaggio eterno come quel Presente che lui sottolineava nel pensiero consegnato a posteri che l’hanno variamente interpretato. L’uomo, per Nietzsche, ha dovuto illudersi per dare un senso all’esistenza, ha avuto paura della verità, non essendo stato capace di accettare l’idea che “la vita non ha alcun senso“, che non c’è nessun “oltre” di essa e che va vissuta con desiderio e libero abbandono pieno di “fisicità”. Se il mondo avesse un senso e se fosse costruito secondo criteri di razionalità, di giustizia e di bellezza, l’uomo non avrebbe bisogno di auto-illudersi per sopravvivere, costruendo metafisiche, religioni e morali. L’umanità occidentale, passata attraverso il cristianesimo, percepisce ora un senso di vuoto, trova che “Dio è morto”, cioè che ogni costruzione vien meno davanti alla scoperta che il mondo è un caos irrazionale. Fino a che non sorgerà l’Oltreuomo, che non è il Super Uomo d’annunziano-.mussoliniano-hitleriano, ma un uomo in grado di sopportare l’idea secondo cui l’Universo non ha un senso, l’umanità continuerà a cercare dei valori assoluti che possano rimpiazzare il vecchio dio (inteso come qualsiasi tipo di realtà ultraterrena). La mancanza, però, di un senso metafisico della vita e dell’universo fa rimanere l’uomo nel nichilismo passivo. L’uomo, ergendosi al di sopra del caos della vita, può imporre la propria volontà. Insomma l’Oltreuomo, cioè l’uomo che ha compreso che è lui stesso a dare significato alla vita.Attraverso le tre metamorfosi dello spirito, di cui parla nel primo discorso di Così parlò Zarathustra, Nietzsche mostra come il “Tu devi” vada trasformato dapprima nell'”Io voglio”, e infine in un sacro “Dire di sì”, espresso dalla figura del fanciullo giocondo, che prende il posto del cammello e del leone. Partendo da Guccini, grazie alla Zarrella, ora possiamo rispondere a Zucchero, quando ci canta Nice che dice (boo bo)

