La tragedia di Zoe Trinchero, la 17enne di Nizza Monferrato trovata senza vita nel Rio Nizza, ha sconvolto l’Astigiano e l’intero Piemonte nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 2026. Una giovane vita spezzata in circostanze drammatiche, con segni inequivocabili di violenza sul corpo e l’ipotesi predominante di omicidio che ha portato la Procura di Alessandria ad aprire immediatamente un fascicolo per omicidio volontario. Ma oltre al dolore per la perdita, il caso ha messo in luce dinamiche sociali pericolose: la folla inferocita che ha assediato la casa di un giovane del posto con problemi psichiatrici, rischiando un linciaggio, e l’intervento tempestivo dei carabinieri per proteggerlo.
La scoperta del corpo: l’allarme degli amici
Tutto è cominciato nella serata di venerdì 6 febbraio 2026. Zoe Trinchero, studentessa del luogo, nota per il suo sorriso contagioso e la passione per la musica e gli amici, aveva trascorso alcune ore in compagnia di un gruppo di coetanei. Secondo le prime ricostruzioni, la serata si era svolta in un’abitazione privata o in locali del centro di Nizza Monferrato, un paese di circa 10.000 abitanti immerso tra le colline del Monferrato, famoso per i vini e la tranquillità.
Verso la mezzanotte, però, Zoe si era allontanata dal gruppo. Non rispondeva più ai messaggi né alle chiamate. Preoccupati, gli amici hanno iniziato a cercarla, percorrendo le vie del paese e urlando il suo nome. Arrivati nei pressi del Rio Nizza – il canale che attraversa il centro abitato e sfocia nel fiume Belbo – le loro grida hanno svegliato un residente. L’uomo si è affacciato alla finestra e ha notato qualcosa di anomalo nell’acqua scura: un corpo galleggiante.
Immediatamente è scattato l’allarme al 118 e ai carabinieri. I sanitari, giunti sul posto in pochi minuti, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Il corpo di Zoe presentava evidenti segni di violenza: lividi ed ecchimosi sul volto, abrasioni, un trauma cranico compatibile con percosse e, soprattutto, segni chiari di strangolamento al collo. Nessuna traccia evidente di annegamento: l’acqua non era entrata nei polmoni in modo significativo, segno che la ragazza era già priva di vita quando è finita nel corso d’acqua.
Gli amici, sconvolti, si sono gettati nel canale nel tentativo disperato di raggiungerla e soccorrerla, ma era troppo tardi. La scena, descritta da testimoni come surreale e straziante, ha segnato l’inizio di una notte di orrore per l’intera comunità.
Le indagini: omicidio quasi certo
La Procura di Alessandria, coordinata dal sostituto procuratore titolare del fascicolo, ha disposto il sequestro della salma e ha incaricato i carabinieri del comando provinciale di Asti (con il supporto del nucleo investigativo e della stazione di Nizza Monferrato) di avviare indagini per omicidio. L’autopsia, prevista nelle prossime ore o giorni, dovrà chiarire con precisione la causa del decesso, l’orario approssimativo e se la ragazza sia stata uccisa altrove per poi essere trasportata e gettata nel rio, confidando forse nella corrente per far sparire le tracce.
Gli inquirenti stanno sentendo a tappeto amici, conoscenti e chiunque abbia visto Zoe nelle ultime ore. Si cerca di ricostruire il “buco temporale” tra il momento in cui si è allontanata dal gruppo e il ritrovamento del corpo. Al vaglio ci sono telecamere di sorveglianza private e pubbliche, tabulati telefonici e messaggi scambiati sui social. Al momento non risultano fermi né indagati ufficiali, ma le indagini procedono con la massima riservatezza.
Un elemento emerso nelle prime ore è il punto esatto del possibile lancio del corpo: un cortile aperto vicino a un negozio di pulizie, non lontano dal rio. Se confermato, rafforzerebbe l’ipotesi che l’aggressore abbia agito in zona e abbia cercato di disfarsi rapidamente del cadavere.
Il rischio linciaggio e la psicosi collettiva
Parallelamente alle indagini, la notizia si è diffusa rapidamente nel paese, alimentando rabbia e paura. Decine di residenti si sono radunati sotto l’abitazione di un giovane del posto, noto per problemi psichiatrici e comportamenti a volte instabili. Sui social e nel passaparola locale, era circolata la voce che potesse essere lui il responsabile: “È sempre strano”, “Lo abbiamo visto aggirarsi di notte”, frasi che in poche ore hanno trasformato sospetti infondati in accuse collettive.
La folla, armata di rabbia più che di prove, ha iniziato a urlare minacce e a battere contro la porta. Solo l’intervento rapido dei carabinieri ha evitato il peggio: il giovane è stato prelevato e portato in caserma per motivi di sicurezza. Ascoltato dagli inquirenti, è stato quasi subito considerato estraneo ai fatti. Non risultano a suo carico provvedimenti giudiziari né elementi concreti che lo colleghino al delitto. L’episodio, però, ha lasciato un segno profondo: in un’epoca di notizie istantanee, il rischio di “giustizia fai-da-te” è altissimo, soprattutto in piccoli centri dove tutti si conoscono.
Nizza Monferrato sotto shock
Nizza Monferrato non è abituata a tragedie di questo tipo. Il paese, con le sue piazze ordinate, le cantine storiche e il ritmo lento delle Langhe, è sempre stato percepito come un luogo sicuro per crescere i figli. La morte violenta di una ragazza di 17 anni ha infranto questa illusione, scatenando un’ondata di cordoglio misto a paura. Sui social gruppi locali e pagine Facebook del paese si moltiplicano messaggi di vicinanza alla famiglia Trinchero, foto di Zoe sorridente e appelli alla calma.
La sindaca e le autorità locali hanno espresso sgomento e vicinanza, annunciando probabilmente un momento di raccoglimento pubblico. La scuola frequentata da Zoe ha attivato protocolli di supporto psicologico per compagni e insegnanti.
Una ferita aperta per la comunità
Il caso di Zoe Trinchero non è solo un omicidio da risolvere: è un dramma che interroga su sicurezza notturna per gli adolescenti, su come gestire il dolore collettivo senza sfociare nella violenza, su pregiudizi verso chi soffre di disturbi mentali. In un’epoca in cui i social amplificano voci e sospetti, il confine tra lutto e caccia all’untore si assottiglia pericolosamente.
Mentre i carabinieri continuano a lavorare senza sosta, la comunità attende risposte. La famiglia di Zoe, in silenzio e riservatezza, piange una figlia strappata troppo presto. Il suo nome – Zoe Trinchero – resterà impresso nella memoria di Nizza Monferrato non solo per la tragedia, ma per l’appello che lancia: proteggere i più giovani, ascoltare i segnali di disagio, non lasciare che la paura prevalga sulla verità.

