Zingaretti visto da vicino: “Un’altra Italia possibile c’è”

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“Costruiamo speranze non muri” è lo slogan utilizzato per promuovere l’intervento del nuovo volto del partito; sì, perché Zingaretti il 17 marzo di quest’anno è stato scelto per proseguire il percorso, non facile, di un PD che negli anni scorsi ha perso consensi, e ora cerca di recuperare il terreno perduto. Ci riuscirà?

Lo stile di Zingaretti è sicuramente informale, lo si vede quando saluta con un’affabilità che sorprende per il movimento delle braccia che ricorda quello dei bambini quando incontrano gli amici di avventure rocambolesche, e dagli abbracci che condivide con chi lo stringe per salutarlo.

Ha un sorriso simpatico che concede con facilità a chiunque gli si accosti per stringergli la mano, o per richiedere un selfie. Quando si toglie la giacca per il caldo eccessivo, diventa il condomino con cui si condivide il pianerottolo quando si attende l’arrivo dell’ascensore.

Dichiara che da 20 giorni gira l’Italia per esortare gli italiani a tornare a combattere in un mondo dove tutto sta cambiando, e le elezioni non si vincono in tv, anche se è lecito andarci, ma si dice convinto che solo se tutti si renderanno partecipi nella battaglia delle idee, è possibile salvare l’Italia.

Metterci la faccia in questo lotta vuol dire essere utili alla comunità.

Non poteva mancare il riferimento a Salvini che “è debole con i forti e forte con i deboli”, quando si dichiara per la chiusura dei negozi che vendono cannabis e tralascia la lotta allo spaccio e alle mafie.

Cosa vuol dire lottare? Guardare negli occhi le persone che hanno paura, e riuscire a fornire strumenti concreti per superarla.

Le famiglie stanno peggio rispetto a 10 anni fa perché la ricchezza diminuisce sempre più, crescono le diseguaglianze sociali, ossia l’accesso ai beni e ai servizi basilari, e questo modifica gli equilibri sociali.

Combattere vuol dire per Zingaretti dire la verità, anche quando è scomoda.

I dati disponibili nell’ultimo periodo mostrano un incremento del 25% della richiesta della cassa integrazione, perché le aziende hanno paura di non riuscire a fare investimenti e, a breve, il Governo dovrà decidere se aumentare l’IVA o procede a tagli per cifre davvero significative che riguardano i servizi più importanti per la collettività.

Zingaretti considera i rapporti con l’Europa necessari per affrontare temi di portata fondamentale per il futuro che altrimenti risulterebbero di non facile soluzione, tra questi quelli legati all’ambiente.

Chiude il suo discorso sottolineando che il pluralismo non è un problema, perché “un leader non basta da solo”.