Zes soppressa, funzioni assorbite dal nuovo super-dipartimento per il Sud

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Un frame tratto da Stv mostra l'Aula del Senato in occasione delle votazioni per le mozioni di sfiducia presentate nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, Roma, 20 maggio 2020. ANSA/TV/Stv

Un cambio di rotta significativo per la politica di coesione nel Mezzogiorno: la Zona Economica Speciale (Zes) viene soppressa e le sue funzioni confluiranno in un nuovo organismo, il “Dipartimento per il Sud”, che nascerà sotto la presidenza del Consiglio dei ministri. La decisione è frutto di un emendamento al Decreto Terremoti, presentato al Senato dal relatore Sandro Sisler (FdI), e rappresenta un passo cruciale nella strategia di riorganizzazione del governo guidato da Giorgia Meloni.

Il nuovo dipartimento, non assimilabile a un ministero ma dotato di ampi poteri, avrà il compito di coordinare, indirizzare e promuovere le politiche di sviluppo per il Sud, integrando strutture già esistenti come la cabina di regia per le Zes, gli uffici del Dipartimento Coesione e quelli dedicati alla promozione delle attività dei ministeri nel Mezzogiorno. A sostenerne la creazione, tra gli altri, il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, che ha sottolineato l’importanza di valorizzare le competenze accumulate da figure come Giosi Romano, presidente della Zes Campania, indicato tra i profili di spicco per il futuro assetto del dipartimento.

L’obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare il coordinamento delle politiche meridionaliste e superare i limiti riscontrati nelle precedenti articolazioni amministrative. Il nuovo organismo dovrà gestire risorse umane e strutturali già esistenti, assicurando un miglior utilizzo delle professionalità e garantendo una maggiore coerenza nella pianificazione degli interventi.

La riforma arriva dopo anni di risultati concreti ottenuti dalle Zes, che avevano favorito investimenti e semplificazioni burocratiche nelle aree meridionali. Tuttavia, il governo punta ora a un approccio più centralizzato e strategico, con l’ambizione di imprimere una svolta alla politica di coesione e di sviluppo del Sud Italia.