Zerocalcare lascia la fiera: il boicottaggio che divide il mondo dei libri

0
120
zerocalcare


Il fumettista rinuncia a Più Libri Più Liberi per la presenza della casa editrice Passaggio al Bosco, riaccendendo il dibattito politico e cultural

Sta facendo discutere la scelta di Zerocalcare di non partecipare a Più Libri Più Liberi 2025, la fiera nazionale della piccola e media editoria in programma alla Nuvola di Roma dal 4 all’8 dicembre. La decisione del fumettista nasce dal rifiuto di condividere gli spazi della manifestazione con Passaggio al Bosco, casa editrice accusata da decine di autori e editori di promuovere contenuti vicini al pensiero fascista e antisemita. È un caso che trascende il mondo culturale e coinvolge politica, istituzioni e libertà individuali.


La scintilla: la lettera degli autori che denuncia la presenza di Passaggio al Bosco

Il caso esplode con una lettera aperta firmata da scrittori, editori, artisti e operatori del settore che esprimono “profonda sorpresa” per la partecipazione di Passaggio al Bosco alla fiera. Nella dichiarazione si sottolinea come il catalogo dell’editore sia in larga parte costruito su “esperienze e figure del pantheon nazifascista e antisemita”, facendo riferimento a titoli dedicati a Benito Mussolini, Léon Degrelle, Clemente Graziani e altri autori riconducibili all’estrema destra neofascista.

Il testo solleva questioni precise:

  • come è stata giudicata compatibile questa presenza con il regolamento degli espositori dell’AIE?
  • l’Articolo 24, che impone l’adesione ai valori costituzionali, è stato rispettato?
  • è coerente ospitare contenuti che, secondo i firmatari, contrastano con i valori democratici che una fiera culturale dovrebbe rappresentare?

Fra le firme più note ci sono Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Caparezza, Daria Bignardi, Paolo Di Paolo, Christian Raimo, Giulia Caminito, Valerio Mastandrea, diverse case editrici indipendenti e naturalmente Zerocalcare, che da quel momento diventa simbolo dello scontro politico-culturale.


Zerocalcare si ritira: “Non condivido spazi con chi sostiene ideologie opposte ai valori democratici”

La reazione del fumettista è immediata. Con un comunicato pubblicato sui social, annuncia che non parteciperà alla fiera. Una scelta personale e politica, che però non pretende di imporre linee agli altri colleghi. Le sue parole riprendono la linea della lettera con un punto chiave: “Non si condividono spazi con chi normalizza ideologie che la storia ha già condannato”.

Il gesto attira l’attenzione mediatica e crea due fronti:

  • chi considera legittima la protesta contro la presenza dell’editore;
  • chi teme che il boicottaggio sfoci in una forma di censura indiretta.

Nel frattempo, anche il Comune di Roma si sfila: il sindaco Roberto Gualtieri annuncia che non parteciperà all’inaugurazione. Il dibattito non è più solo letterario: diventa un caso politico nazionale.


Il ruolo di Passaggio al Bosco e la sua risposta

Sul proprio sito, Passaggio al Bosco si definisce “progetto editoriale libero”, contrario al “pensiero unico”, alla “neutralità apatica” e alle “accademie del buonsenso”. Il catalogo, però, viene criticato per l’esaltazione di autori legati al fascismo storico, al neofascismo e a movimenti antisemiti europei del Novecento.

L’editore rivendica autonomia culturale e libertà di espressione, e negli ultimi anni ha pubblicato titoli come Decima Flottiglia Mas, Il razzismo contro i bianchi, La guerra come ascesi, Fascismi sconosciuti. Temi che hanno alimentato la polemica e rafforzato le posizioni di chi chiede l’esclusione dalla fiera.


L’intervento di Nathalie Tocci: “Le libertà devono coesistere”

La politologa Nathalie Tocci prova a ricomporre il quadro, chiarendo che la libertà di espressione è un pilastro irrinunciabile. Tuttavia, aggiunge un concetto chiave: allo stesso modo è legittima la libertà di un autore di non partecipare a un evento, così come quella di un’organizzazione di scegliere chi ospitare.

Per spiegare la complessità del tema, Tocci introduce una metafora sanitaria: di fronte a una narrazione considerata “un virus culturale”, nel breve termine possono essere necessarie misure di contenimento, pur puntando sempre su soluzioni strutturali come l’educazione e il pensiero critico.

Il suo intervento non chiude il dibattito. Anzi, lo amplifica, mostrando quanto sia sottile il confine tra libertà, responsabilità e convivenza democratica.


Perché tutti ne parlano

  • La fiera è uno dei principali eventi culturali italiani, e ogni decisione ha un peso politico e simbolico.
  • Zerocalcare è una delle figure più influenti nel panorama culturale contemporaneo, e la sua scelta ha un impatto immediato sul pubblico.
  • Il tema riguarda libertà di espressione, antifascismo, limiti della democrazia, valori costituzionali: un terreno delicato.
  • La presenza di un editore legato all’estrema destra radicale in un contesto istituzionale è percepita come un caso esemplare della polarizzazione attuale.
  • Il Comune di Roma ha preso posizione, mostrando che il caso coinvolge anche le istituzioni.

Non è solo una polemica editoriale. È uno specchio del clima culturale del Paese.


Reazioni sui social

Le piattaforme si dividono, ma la discussione è molto attiva.
Ecco tre esempi rappresentativi:

  • «Zerocalcare dà l’esempio: la coerenza è un valore, soprattutto quando è scomoda.»
  • «La partecipazione di tutti gli editori dovrebbe essere garantita: la cultura si combatte con più cultura, non con esclusioni.»
  • «La fiera rischia di trasformarsi in un campo di battaglia identitaria: non si parla più di libri, ma di politica.»

Il tema mobilita lettori, attivisti, editori, giornalisti. La polarizzazione è evidente.


Il punto degli esperti

Molti studiosi fanno notare che il caso non è nuovo: negli ultimi anni, il confine fra cultura e politica è diventato sempre più fragile. Gli esperti evidenziano:

  • La libertà di espressione non significa libertà da critiche: un evento culturale può decidere chi ospitare, purché entro il quadro costituzionale.
  • Il boicottaggio è una forma di espressione: non limita nessuno, ma segnala un dissenso consapevole.
  • L’editoria è sempre stata terreno di scontro tra idee opposte: ciò che cambia oggi è la velocità con cui le polemiche si amplificano sui social.
  • Il pluralismo non coincide con la neutralità: ogni organizzazione culturale ha il diritto di definire la propria identità.

Gli analisti concordano su un punto: la vicenda mostra la fragilità attuale del confronto pubblico e la necessità di costruire spazi culturali più consapevoli.


Cosa significa per i lettori

Per il pubblico, questo caso rappresenta molto di più di uno scontro tra editori:

  • richiama il ruolo della memoria storica
  • pone interrogativi sul significato contemporaneo di “valori democratici”
  • solleva dubbi sulla responsabilità degli eventi culturali
  • evidenzia l’importanza della coerenza individuale
  • questiona dove finisce la libertà e dove inizia la promozione ideologica

La questione tocca direttamente chi frequenta festival, librerie, biblioteche e considera la lettura un atto di cittadinanza.


Uno scontro che definisce il clima culturale del Paese

La vicenda è ancora in evoluzione: l’AIE non ha annunciato cambiamenti, gli autori mantengono le loro posizioni e la politica continua a osservare. Il boicottaggio di Zerocalcare non ha chiuso la discussione, l’ha amplificata.

La domanda che resta aperta è decisiva: una fiera del libro può davvero essere neutrale in un momento storico così polarizzato? O dovrà assumere una posizione chiara sul tipo di contenuti che desidera rappresentare?