La vicenda di una giovane donna di Manhattan, Cailey Fiesel, 24 anni, ha davvero dell’incredibile, ma ciò che le è accaduto è la pura realtà: nel mese di luglio aveva acquistato presso un rivenditore Zara newyorkese due capi d’abbigliamento, uno dei quali è stato utilizzato soltanto di recente, per andare a lavoro. Seduta alla sua scrivania, la donna dice di aver sentito un cattivo odore, forte e nauseabondo, al punto da alzarsi credendo che si trattasse di qualcosa nell’aria; quell’odore però continuava ad essere persistente, al punto di preoccupare la donna. “Ho visto una zampetta uscir fuori dalla cucitura del mio abito. E’ stato davvero terrificante. Ero sotto shock perché sebbene avessi capito si trattasse di un topo, il mio cervello si rifiutava di accettarlo”, testimoniano le parole di Cailey.
Sentendo un fastidioso prurito alla gamba, la Fiesel ha pensato si trattasse della cucitura del vestito ma, quando ha provato a tirare, si è resa conto che si trattava di qualcosa di più grande. Il suo pensiero è andato subito alla targhetta antitaccheggio che spesso capita venga dimenticata tra i capi d’abbigliamento nuovi ma, guardando con attenzione, dalla cucitura dell’abito si intravedeva chiaramente una zampetta: “si trattava di un topo di più di sei centimetri in avanzato stato di decomposizione”. La donna dopo l’iniziale stato di shock, ha citato la nota azienda d’abbigliamento per danni non specificati: oltre allo spavento e al disgusto, Cailey ha riportato una forte eruzione cutanea dovuta al roditore.
I legali della donna spiegano che Zara ha tra le sue garanzie di sicurezza anche quella di fornire prodotti “esenti da difetti, tra cui anche le infestazioni di roditori”. La presenza del ratto può essere spiegata dalla velocità della catena produttiva dell’azienda che, per passare dal disegno alla realizzazione, impiega davvero tempi ristrettissimi. Ovvio che, per garantire questa tempestività, qualcosa va risparmiato: i controlli per la sicurezza dei prodotti sono fra questi, come spiega Adam Deutsch, avvocato della Fiesel. Dalla loro, i portavoce di Zara si difendono: “Zara ha rigorosi standard di sicurezza e ci si impegna a garantire che ogni prodotto soddisfi requisiti rigorosi”. La denuncia è stata depositata presso la Corte Suprema di Manhattan mentre, dal canto loro, i responsabili di Zara dopo essere venuti al corrente della vicenda, indagano su come ciò sia potuto accadere.
Assunta Rossi

