Yemen. Sono 85.000 i bambini morti fino ad oggi,a causa della guerra, della fame e delle malattie

In meno di 24 ore, il mondo intero si mobilita e raccoglie intorno ai 700 milioni euro di donazioni, per la ricostruzione di una cattedrale. Il più grande esempio che tutto si può fare, se solo veramente lo si vuole. Sarebbe stato impressionante vedere il mondo intero mobilitarsi a raccogliere denaro per aiutare le popolazioni in difficoltà. Per sfamare le zone dell’Africa sub sahariana dove ancora si muore a causa di denutrizione. Per portare cibo e acqua pulita nei paesi colpiti dalle guerre. Per costruire corridoi umanitari e salvare donne e bambini vittime di violenze sessuali nelle zone di conflitto.

Chissà quante scatolette di cibo conservato si potevano comprare con 700 milioni di euro, da portare a quei 22 milioni di persone nello Yemen, (10.000 morti in 3 anni) la vita dei quali dipende solo dagli aiuti umanitari. Chissà quante medicine si potevano acquistare con questo denaro per combattere la malaria in Africa e dare la possibilità di continuare a vivere a centinaia di migliaia di persone di tutte le età che non possono accedere a cure e medicinali.

Ma chissà quanto sarebbero stati felici i cittadini del Mozambico dello Zimbabwe e del Malawi a leggere nei notiziari che il mondo intero stava raccogliendo denaro per poterli aiutare a ricostruirsi, curarsi per evitare le epidemie dopo quel ciclone devastante di pochi mesi fà .
Per non parlare della felicità che avrebbe provocato una mobilitazione globale per aiutare quel che resta della Siria e della sua gente, (400.000 morti in sette anni) o della vicina Libia che ripiomba nel buio più profondo per la terza volta in pochi anni.

Ma questo elenco è molto più lungo.
Possibile che questi morti, questa fame, queste malattie non scuotono le coscienze delle grandi case di moda, (in prima linea nelle donazioni per Notre Dame) delle famiglie imprenditoriali più ricche al mondo, dei vertici religiosi, dei potenti della terra?! E di tutti noi.

Che non abbiamo esitato a mettere in vetrina il dolore con la nostra foto più bella scattata davanti ad una bellissima cattedrale visitata quel ultimo viaggio a Parigi. Io mi chiedo, anche se la risposta la sò già, ma dei mattoni che bruciano e cascano per terra, assieme alla storia dell’uomo e dell’arte saranno mai più importanti delle vite di uomini senza le quali questa storia e quest’arte non avrebbe senso?

Ma è mai possibile che ci addolora di più la caduta del passato e non la morte del presente?
Saranno più importanti i mattoni centenari della violenza appena consumata sul corpo di una bambina svestita di qualsiasi valore e dignità?
Non lo so…ma io personalmente mi rifiuto e non mi vergogno di ammettere che tra i mattoni più preziosi e importanti della storia, e la vita del uomo piú semplice e sconosciuto della terra, io se posso, decido di salvare l’uomo.Perché neanche la ricchezza più grande, vale la vita di un solo uomo.