Ancora una vittima del virus West Nile in Campania. Nella serata di oggi è stato confermato il decesso di un uomo di 76 anni, originario del Salernitano ma in cura presso una residenza sanitaria di Grazzanise, in provincia di Caserta. L’uomo, sottoposto a dialisi e affetto da altre patologie, è il quinto paziente deceduto nella regione a causa delle complicanze legate al virus trasmesso dalle zanzare.
Poche ore prima, all’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, era morto un altro anziano, 73enne di Maddaloni, anch’egli risultato positivo al virus. Con questo doppio decesso, la sola provincia di Caserta conta quattro morti, mentre il quinto riguarda un paziente di Pomigliano d’Arco deceduto all’Ospedale del Mare.
Nessun focolaio, ma attenzione massima
L’Asl di Caserta ha intensificato i controlli nelle zone a rischio, soprattutto nei comuni a est della provincia, al confine con Napoli e Benevento. Le autorità escludono al momento la presenza di un focolaio, ma mantengono alta l’allerta sanitaria. Secondo le prime ricostruzioni, i contagi sarebbero avvenuti a seguito di punture di zanzare infette, che possono trasmettere il virus dopo aver punto uccelli selvatici portatori.
I pazienti deceduti presentavano sintomi comuni come febbre alta, encefalite e un quadro clinico compromesso da altre patologie. La fragilità dei soggetti colpiti è un fattore determinante nella gravità dell’infezione.
De Luca: “Ministero inadeguato”
Sul tema è intervenuto con toni durissimi il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha attaccato la direzione del Ministero della Salute:
“Non c’è emergenza, ma il problema è che abbiamo come interlocutore la professoressa Campitiello, persona totalmente inadeguata e nominata per clientelismo politico. Il Ministero della Salute è ormai una bottega di famiglia”.
Zuccarelli: “Serve più prevenzione, non allarmismo”
Un appello alla calma arriva da Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, che invita a evitare paragoni con la pandemia da Covid:
“Il virus West Nile non può provocare una pandemia. Ma deve essere un monito sulla carenza di investimenti nella prevenzione. Se si fosse rafforzata la rete territoriale, oggi non correremmo ai ripari con bonifiche dell’ultimo minuto”.
Zuccarelli ribadisce la necessità di ambienti salubri, soprattutto per i soggetti fragili:
“Gli anziani e gli immunodepressi rischiano la vita per una semplice puntura di zanzara. A loro dobbiamo garantire sicurezza, prima ancora che cure”.
I numeri in Campania
Ad oggi sono 23 i casi tra sospetti e confermati nella regione:
- 14 in provincia di Caserta
- 8 in provincia di Napoli
- 1 domiciliato in Basilicata, ma esposto al contagio in Campania
La maggior parte dei casi si presenta in forma asintomatica o lieve, con sintomi influenzali. Tuttavia, come spiega il dottor Alessandro Perrella, infettivologo del Cotugno, “nei soggetti vulnerabili il virus può degenerare in forme neurologiche gravi”.
Sorveglianza attiva
La Regione Campania, in coordinamento con le Asl, gli ospedali e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, monitora l’evoluzione del virus e ha già attivato misure di contenimento: disinfestazioni, sorveglianza epidemiologica e informazione alla popolazione.

