West Nile: è davvero pericoloso? Cosa sapere per prevenire

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Ma questo virus è davvero pericoloso? In un’intervista a SkyTg24, la dottoressa Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento della prevenzione del Ministero della salute, ha spiegato che il virus è sotto controllo e non è pericoloso.

di Nicola Baselice

Sembrerebbe che ogni anno un nuovo virus bussi alla porta, e subito scatti il panico: dagli amanti delle teorie del complotto ai “laureati della strada e della vita”, è corsa agli allarmismi. Ma questo virus è davvero pericoloso? In un’intervista a SkyTg24, Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute, ha spiegato che il virus è sotto controllo e non è pericoloso. La West Nile Disease, causata da un virus che alberga negli uccelli selvatici, può essere trasmessa attraverso la puntura di zanzara,infetta del genere Culex, a mammiferi, uccelli e rettili. Solo in rari casi l’uomo può contrarre il virus, ma non può trasmetterlo ad altre persone. La lotta, sottolinea Campitiello, non è contro il virus, ma contro la zanzara. Il periodo di incubazione, dal momento della puntura della zanzara infetta, varia tra 2 e 14 giorni, ma può arrivare anche a 21 giorni nei soggetti immunocompromessi. Nell’80% dei casi, gli individui contagiati sono asintomatici. Solo il restante 20% sviluppa una sindrome simil-influenzale, con febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Solo in rarissimi casi (meno dell’1%), il virus può raggiungere il sistema nervoso, causando meningiti o encefaliti.

Dottoressa Maria Rosaria Campitiello.

Il virus, precisa ancora l’esperta, è strettamente legato alla proliferazione delle zanzare, che trovano un habitat ideale in ambienti caldi e umidi, in particolare dove sono presenti ristagni d’acqua, utili per la deposizione delle uova.

Ci dobbiamo preoccupare?

I gruppi a rischio sono: gli anziani (oltre i 60 anni), che possono sviluppare forme gravi della malattia; le persone con sistema immunitario compromesso; le donne in gravidanza, poiché, sebbene raro, il virus potrebbe essere trasmesso al feto.

Come si può prevenire?

Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono in corso studi, ma per ora la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare. Le raccomandazioni sono: utilizzare repellenti per insetti e indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe, soprattutto all’alba e al tramonto; installare zanzariere a porte e finestre; coprire cisterne e contenitori d’acqua piovana con coperchi ermetici; rimuovere ristagni d’acqua e cambiare frequentemente l’acqua delle ciotole per animali; tenere vuote o coperte le piscine per bambini quando non utilizzate.

Cosa sta facendo il Ministero della Salute?

Campitiello informa che è in atto il Piano Nazionale delle Arbovirosi, che non riguarda solo la West Nile Disease, ma anche Dengue, Chikungunya, Zika, il virus Toscana e l’encefalite da zecche. Il piano prevede: campagne informative rivolte alla popolazione; disinfestazioni mirate; accordi con le Asl e le regioni per tracciare eventuali casi e attuare misure preventive. Ad oggi, ribadisce l Campitiello, ci troviamo in una fase endemica della malattia, con un’incidenza paragonabile a quella degli anni precedenti.