Viva Leopoldo: nasce il comitato per chiedere il vitalizio a Leopoldo Mastelloni

0
235

Un appello che profuma di affetto, memoria e giustizia culturale. È quello lanciato dal Comitato “Viva Leopoldo – per il vitalizio degli artisti indigenti a Leopoldo Mastelloni”, che chiede con forza al governo di riconoscere al grande attore napoletano il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli, destinato agli artisti e intellettuali in difficoltà economiche che hanno dato lustro al Paese.

Mastelloni, drammaturgo e pioniere del teatro en travesti in Italia, figura anticonformista e raffinata della scena culturale del Novecento, si trova da mesi ricoverato in ospedale per riabilitarsi dopo un ictus che lo ha gravemente debilitato. A rendere ancora più dolorosa la sua situazione, denunciano i promotori del comitato, sono state le ristrettezze economiche che gli hanno impedito di curarsi con continuità e di vivere con la dignità che meriterebbe un artista del suo calibro.

Nonostante le numerose proposte avanzate negli ultimi mesi da parte di colleghi, intellettuali e cittadini comuni, la pratica per il riconoscimento del vitalizio Bacchelli sarebbe rimasta bloccata presso la Presidenza del Consiglio, senza una spiegazione plausibile.
“È un’attesa che non ha ragione di esistere – si legge nella nota diffusa dal Comitato –. Leopoldo Mastelloni è patrimonio della cultura italiana e deve poter trascorrere gli anni che gli restano con serenità, dopo una vita spesa sul palcoscenico, nell’arte, nella provocazione intelligente e nella bellezza”.

L’appello è rivolto direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Cultura Alessandro Giuli, affinché si sblocchi quanto prima la procedura.
“Chiediamo un atto di umanità e di riconoscenza verso un artista che ha dato tanto e oggi chiede solo di vivere con dignità”, sottolineano i promotori, che nel frattempo inviano anche un pensiero affettuoso a Leopoldo per i suoi 80 anni appena compiuti: “Gli siamo vicini con tutto l’amore che merita. Forza Leopoldo, l’Italia della cultura non ti dimentica”.

Una petizione pubblica e un evento di solidarietà sono già in fase di organizzazione per tenere alta l’attenzione. Perché, come ricordano dal Comitato, “un Paese che dimentica i suoi artisti è un Paese che smette di riconoscersi nella propria anima”.