Poteva essere il festival dei suoni naturali. Fulmini, tuoni saette erano l’ unica melodia udibile. Tutto questo poche ore dopo l’ inizio dell’ Home Festival Venice, arrivato al suo secondo giorno per l’edizione 2019. Un inconveniente durato circa due ore che ha tenuto in sospeso gli animi degli oltre 5000 giovani presenti all’ evento, ma anche della parte organizzativa, che è riuscita comunque a garantire un ottima qualità di programmazione consegnando a tutti termocoperte isolanti, che con l’ aiuto di un timido sole, hanno fatto sì che si proseguisse nel migliore dei modi possibili.
Un evento nazionale che avrebbe dovuto presentare oltre 100 artisti di fama mondiale e che a causa del sequestro di una parte del Parco San Giuliano, territorio adibito all’ attuazione dell’ evento, ha dovuto rinunciare alle performance di artisti del
calibro di Aphex Twin, Moodymann, John Hopkins e Adam Beyer.
La manifestazione musicale oggetto di forte entusiasmo per i fan del genere Rock, alternativo, elettronico, indie e hip hop é proseguita, quindi, dopo “l’ ostacolo”, non disdegnando sul rendimento. Sul palco principale, l’ Home Stage, si esibiscono i primi musicisti idoli dei giovani: Tedua, Noyz Narcos, Franco 126 e Gazzelle. Dagli altri 3 palchi gruppi “minori” quali La Maschera, Elasi e il rapper napoletano Speranza. Uns strutturazione dell’ immenso Parco San Giuliano variopinta e creativa. Alla presenza di stand ristoranti, mercatini etnici e addirittura veri e propri “Laboratori d’inchiostro”, la folta chioma di persone ha potuto smistare la propria energia in più attività. Passando al lato tecnico del concerto, si può dire (utilizzando un occhio critico) che i cantautori della nuova generazione Indie applichino più impegno nella formulazione dei testi, creati ad effetto per le coscienze dei “Millennials”, che nelle performance dal vivo. Gli artisti veri si differenziano. Con uno scarto notevole. È il caso di Laura Pergolizzi, cantautrice Statunitense di origine italiana ( i genitori erano del sud Italia) in arte LP, che in quanto a prestazioni live dimostra di essere quello che vale. La sua fama mondiale è confermata all’ Home Festival. Apre la sua esibizione musicale con gli ultimi brani, già padroni delle classifiche mondiali, “Recovery” e “Girls go wild”. Un excursus nel suo passato artistico precede le cover delle sue band più amate e che più hanno influito nel suo stile : “Highway to hell” degli ACDC e “Paint’ it black” dei Rolling Stones.
Immancabile la sua Hit più ascoltata, anche in Italia, ” Lost on you” che l’ ha consacrata tra i top player della scena mondiale pop rock. Una vera anima rock. La Janis Joplin dei giorni nostri. Per tutta la serata ha intrattenuto il pubblico con ogni mezzo possibile : voce, voce lirica, chitarra acustica, chitarra elettrica, ukulele e addirittura fischiettate.
Dopo il “ponte spettacolo” di Brina Knauss, arriva il momento più atteso forse dell’ intera edizione 2019 del Festival.
Paul Kalkbrenner non ha bisogno di presentazioni. Dj e producer Berlinese, salito alla ribalta dopo il film Berlin Calling (2009), autore di innumerevoli brani “Cult” quali ” Sky and Sand” e ” Aaron”.
I suoi live sono particolari. Sono capaci di trasportare la psiche umana in un mondo parallelo targato PK. Suoni peculiari, mix strumentali da capogiro e ritmi progressivi infiammano qualsiasi contesto. Anche quello di Venezia nella serata di ieri. Paul kalkbrenner è un artista ogni momento che passa. Non esiste attimo in cui non si percepisca la tensione di un musicista che tiene a fare della sua musica la migliore del mondo. Dall ‘ equalizzatore controlla ogni singolo suono con una gestione ossessiva della cosa. Questo basta a confermare la qualità delle sue produzioni. Un viaggio iniziato con ” Part of life” e terminato con ” Aaron”.
Questa sera ultimo “momento” in programmazione per l’ Home con le esibizioni di Elettra Lamborghini, Gue Pequeno e Boombadash tra gli altri.

