Vino adulterato: 11 avvisi di conclusione indagini

Sono  stati recapitati dal pm Giulio Monferini ad altrettante persone nell’ambito dell’inchiesta sulla commercializzazione di vino di bassa qualità, adulterato con l’aggiunta di alcol, venduto in Italia e all’estero come Chianti doc, Brunello di Montalcino o Sassicaia. L’inchiesta condotta dai carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma e del Nas di Firenze e coordinata dalla Dda fiorentina, portò nel dicembre 2016 all’arresto di tre persone (poi ai domiciliari) mentre altre sette vennero iscritte nel registro degli indagati. Il vino, di bassa qualità ma risultato non nocivo per la salute, veniva adulterato con l’aggiunta di alcol per aumentarne la gradazione. Le indagini dei carabinieri erano partite nei primi mesi del 2015 dopo la denuncia di un ristoratore della periferia di Firenze. Molti degli indagati sono già coinvolti anche in altre inchieste. Ai domiciliari, nel dicembre scorso finirono anche ), A. B., 62 anni, di Maiori ma residente a Empoli e A. N., 57 anni di Nocera Superiore. L’avviso di conclusione indagini è stato recapitato anche a M. C., 30 anni, di Poggiomarino, A. G., 56 anni, residente a Viareggio, A.B., 28 anni di Eboli, P. C., 56 anni, di Battipaglia e C. M., 57 anni, residente a Anzio (Roma). Per tutti le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere per la frode in commercio alla contraffazione di marchio e dell’origine del vino, dalla frode in commercio alla vendita di sostanze non genuine e riciclaggio.