Villa Campolieto celebra “L’apicoltura nel Mediterraneo antico”: storia, natura e cultura in un evento unico

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Presentazione del volume di Giorgio Franchetti unisce archeologia, identità territoriale e valorizzazione del patrimonio del Vesuvio

Domenica scorsa, Villa Campolieto ha ospitato un evento culturale straordinario, in cui la presentazione del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità” di Giorgio Franchetti si è trasformata in un vero e proprio rito civile e culturale. Gli organizzatori sottolineano come l’incontro abbia saputo connettere passato e presente, conoscenza scientifica e identità locale, bellezza dei luoghi e responsabilità verso il futuro.

Il volume di Franchetti ha guidato il pubblico in un viaggio affascinante attraverso millenni di storia, dalla preistoria alla tarda antichità, esplorando il rapporto tra uomo e api nel Mediterraneo, in Africa e in Oriente. La narrazione combina rigore archeologico e sensibilità divulgativa, restituendo centralità a un legame ancestrale: quello con le api, custodi silenziose di biodiversità, lavoro, sacralità e sopravvivenza. Le immagini simboliche dell’ape in ambra, Maia, hanno fatto da filo conduttore a una riflessione che guarda alla natura e alla conoscenza come patrimoni da proteggere e valorizzare.

L’evento ha visto anche interventi istituzionali di grande rilievo. Gennaro Miranda, presidente dell’Ente Ville Vesuviane, ha ricordato l’importanza di promuovere arte, storia e letteratura come strumenti di sviluppo culturale del territorio. Ciro Iengo, presidente di Artesa, ha evidenziato come la cultura possa essere un’infrastruttura immateriale capace di connettere luoghi, persone e prospettive, mentre Luca Coppola, presidente della Pro Loco Hercvlanevm, ha sottolineato l’importanza della partecipazione attiva della comunità nella riuscita degli eventi culturali. L’archeologo Francesco Palermo ha introdotto il valore scientifico e simbolico dell’opera, collocandola in un contesto di ricerca e divulgazione storica di alto livello.

A suggellare l’incontro, la degustazione dei mieli del Vesuvio ha trasformato la riflessione teorica in esperienza sensoriale, riportando l’attenzione del pubblico sulla materia viva del territorio. Un gesto semplice ma efficace, che ha mostrato come storia, agricoltura e identità possano dialogare in modo virtuoso, facendo di Ercolano un laboratorio culturale e produttivo del Golfo di Napoli.

Il percorso culturale avviato a Villa Campolieto non si esaurisce nelle sue sale monumentali: proseguirà presso la Tenuta Ippocrate di Montefredane, destinata a diventare fulcro operativo del progetto itinerante promosso dalla nascente APS “Mare Terra Mare”. Ideata da Ciro Iengo, la piattaforma mira a connettere la dorsale tirrenica-vesuviana con quella appenninica, valorizzando il patrimonio storico, ambientale e produttivo del Mezzogiorno. Cultura, identità condivisa e crescita sostenibile sono i pilastri di questa iniziativa che trasforma il sapere in sviluppo territoriale concreto.

Villa Campolieto conferma così la propria centralità nel panorama culturale regionale: attraverso eventi come la presentazione del libro di Franchetti, la dimora storica diventa spazio di incontro tra passato e futuro, conoscenza e comunità, storia e sostenibilità, dimostrando che valorizzare la cultura significa creare opportunità e rafforzare il legame con il territorio.