Vietri sul Mare. La Cassazione annulla la condanna in appello: torna il sindaco Benincasa

0
49

Il primo cittadino di Vietri sul Mare potrà tornare al governo della città. La Corte di Cassazione ha infatti annullato la condanna – risalente allo scorso mese di gennaio – nei confronti di Francesco Benincasa, per il quale scattò, in virtù della condanna, l’applicazione della legge Severino. In primo grado il sindaco fu assolto dal Tribunale, ma il verdetto fu poi ribaltato in appello.
Sullo sfondo, l’indagine in cui Benincasa fu coinvolto a seguito della revoca (frettolosa, per l’accusa) dell’ordinanza adottata dal commissario straordinario – che governava l’Ente prima della sua elezione – dopo la frana staccatasi dal costone Rocce Rosse, consentendo così la parziale riapertura dello stabilimento balneare del Baia. Era il 2009 quando dal costone si staccò una frana di circa 2mila metri cubi che investì il lido del Lloyd’s Baia Hotel. Un cedimento che – secondo l’accusa – si sarebbe potuto evitare se si fosse adeguatamente curata la manutenzione della zona a rischio.
Nei confronti degli altri imputati la Cassazione ha dichiarato la prescrizione.
Il provvedimento di revoca fu spiegato dallo stesso Benincasa alla luce del rischio per i 50 dipendenti di perdere il posto di lavoro; prima di firmare l’ordinanza parziale di apertura del lido balneare, lo stesso sindaco – aspetto, questo, ribadito dalla difesa del sindaco – chiese ai funzionari comunali di verificare che la documentazione fosse in regola. La firma intervenne solo dopo aver appurato che sussistessero la perizia giurata di due geologi e di un ingegnere, i certificati di ultimazione dei lavori e di collaudo.
La vicenda giudiziaria ha coinvolto anche – insieme al legale rappresentante della società che gestiva la struttura ricettizia – il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune, Domenico Manzione e i consulenti tecnici, Giovanni Rea, Vincenzo Bove e Nanni Remigio di Sanza, questi ultimi accusati di aver attestato l’esecuzione delle opere di bonifica e messa in sicurezza del costone Rocce: documenti giudicati insufficienti dalla magistratura salernitana.