Scacco al clan Mallardo. Nella mattinata di oggi sono state eseguite ordinanze cautelari riguardanti il gruppo di Francesco Mallardo, storico capo del clan e assurto a un ruolo apicale nella cosiddetta Alleanza di Secondigliano, della quale fanno parte anche i clan facenti capo a Eduardo Contini e Patrizio Sosti. I tre boss hanno infatti sposato rispettivamente le sorelle Anna, Rita e Maria Aieta, rinsaldando ulteriormente rapporti già stretti di collaborazione nei loro affari criminali.
L’ordinanza è stata emessa da Gip del Tribunale di Napoli, a seguito di indagini congiunte del Gico della Guardia di Finanza, della Dia di Napoli, della Squadra Mobile della Questura di Napoli e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Castello di Cisterna.
Le attività investigative hanno dato conto della operatività di questo gruppo camorristico in diversi settori, portando a formulare ipotesi di reati che vanno dal riciclaggio all’esercizio abusivo del credito, dalla violenza privata all’illecita concorrenza svolta mediante violenza e minaccia, fino all’intestazione fittizia di beni.
Le misure cautelari personali sono state emesse a carico di Anna Aieta – moglie di Francesco Mallardo – e Salvatore Lucente – genero dello stesso capoclan -, di fatto il “braccio” esecutivo delle volontà del boss, detenuto ai domiciliari a Sulmona nel 2014, anno in cui sono partite le indagini.
In particolare, la donna si occupava dell’esercizio abusivo del credito e Lucente era maggiormente dedito al controllo delle distribuzione del pane, alla gestione di supermercati e di rivendite di fuochi pirotecnici e di caseifici.
Una misura cautelare ha colpito anche Ciro De Fortis Nadi, ritenuto prestanome di Salvatore Lucente: si tratta di un noto imprenditore nel settore della distribuzione del pane, risultato socio di Lucente in diverse attività imprenditoriali e, di fatto, “mezzo” utile a “ripulire” ingenti quantità di denaro, provento di attività illecite.
Dalle indagini è emerso anche che Francesco Mallardo e Anna Aieta hanno reinvestito circa 2 milioni di euro – di cui è stato disposto il sequestro per equivalente – con l’aiuto di Gaetano Esposito, anch’egli destinatario di ordinanza di custodia cautelare. Ad inchiodare Esposito, le varie intercettazioni ambientali raccolte nel 2014 nella casa di Sulmona dove Mallardo era detenuto ai domiciliari.
Oltre alle misure cautelari, sono stati posti sotto sequestro altri beni per un ulteriore valore complessivo di 12 milioni di euro:
- 22 unità immobiliari;
- 2 unità di terreno di varia destinazione;
- 3 autoveicoli;
- 2 motoveicoli;
- 1 natante;
- 8 società produttive e\o commerciali;
- 74 conti correnti e\o contratti di credito.
