Viabilità a Piedimonte, scatta la rivoluzione: 90 giorni per cambiare tutto

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di Giorgia Valentini

E questa volta non si tratta di buone intenzioni o di promesse da campagna elettorale: si passa ai fatti. Dal 1° agosto la circolazione, nelle arterie nevralgiche del quartiere, si ribalta letteralmente. Una piccola rivoluzione urbana, figlia di anni di segnalazioni ignorate e incroci diventati trappole, entra in vigore con l’ambizione di riportare ordine dove oggi regna il caos.Chi conosce Via Cafiero, via Piccolomini d’Aragona o via Salvatore Allende sa bene che quel dedalo di strade strette, pensate per un traffico di quartiere e non per il passaggio compulsivo di auto in cerca di scorciatoie, è ormai diventato il simbolo della viabilità fuori controllo. Troppi veicoli, sosta selvaggia, marciapiedi occupati, residenti esasperati e pedoni costretti a fare lo slalom tra paraurti e cassonetti. Ora si cambia musica.

Il piano, nei dettagli: via Matteotti – Parcheggio “Trincerone”:Inversione del senso di marcia per chi proviene dalla rotatoria di via Fucilari, direzione via Citarella.Nuovi stalli di sosta liberi con disco orario (massimo 60 minuti) nel tratto tra via Fucilari e via Citarella.Obiettivo: migliorare la fluidità e restituire sicurezza a pedoni e utenti deboli in pieno centro cittadino. Via Cafiero: senso unico da via Falcone verso via S. Allende. Via S. Allende: tratto Cafiero–Falcone: inversione del senso di marcia.Tratto Cafiero–Piccolomini d’Aragona: senso unico da Cafiero a Piccolomini. Via Piccolomini d’Aragona: inversione di marcia: da Via S. Allende verso via F. Ricco.

Tutti i provvedimenti resteranno in vigore per 90 giorni. Tre mesi di test, monitoraggio e analisi per valutare l’impatto reale della manovra. Non si tratta di esperimenti improvvisati: il piano ha ottenuto il parere favorevole della Polizia Municipale e il benestare dell’amministrazione comunale.Per una volta, si abbandona il solito “maquillage viario” e si tenta un approccio sistemico. Non una toppa, ma un cambio di prospettiva. È una scelta coraggiosa, perché, è bene dirlo, toccherà abitudini consolidate e scardinerà dinamiche vecchie di decenni. Ci sarà chi si lamenterà. Ci sarà chi imprecherà contro la nuova segnaletica. Ma senza qualche scossone, le città restano ostaggio dell’anarchia.I segnali c’erano tutti: proteste, incidenti sfiorati, lamentele quotidiane. Finalmente, si passa alla fase operativa e se il test funzionerà, potrebbe diventare permanente. La sfida è aperta.La raccomandazione, ora, è una sola: attenzione massima alla nuova segnaletica. L’amministrazione lancia un appello alla collaborazione e al buon senso, perché nessuna riforma viaria può funzionare senza un cambiamento di mentalità.