
Un bilancio sostanzialmente in pareggio. Nessuna complicata materia economica, ma piuttosto il computo delle sfide tra Juve Stabia e Catania, in terra campana. Una sfida che si perde nella notte dei tempi. Tutto parte nel campionato 1931-32, i siculi fanno visita alle Vespe in Prima divisione ed il match termina sullo 0-0. Scorrono gli anni e 5 anni dopo, torna il match dal sapore tutto meridionale. Nulla di fatto, è ancora pari (1-1, ndr). Dieci anni dopo, nella vecchia –quanto indimenticata– serie C, il Catania fa capolino ancora una volta in quel di Castellammare. Questa volta è rottura degli equilibri. Lo “Stabia” rompe gli indugi portando a casa un importante 1-0. Un rondine non fa primavera, torna la sfida ed è nuovamente 1-1 nella stagione 1951-52. Questo volta però, la novità è segnata dal fatto che le due formazioni si affrontano per la prima –ed unica– volta in cadetteria, conquistata dai gialloblù nella storica finale-spareggio di Firenze. Non è finita. Le due compagini si perdono di vista e dopo circa 50 anni, arriva l’acuto esterno del Catania. I siculi sono in lotta per il salto di categoria, mentre la Juve Stabia è impelagata nelle sabbie mobili della bassa classifica. E così a 6 giornate dal termine del campionato, i rossastri infliggono il colpo di grazia agli stabiesi portando con sé, nel viaggio di ritorno di Sicilia, l’intera posta in palio grazie al buon 1-2 maturato al Menti. Oggi gli scenari cambiano: la Juve Stabia post Ciullo, vuole risalire la china mentre il Catania è a tutti gli effetti la “capolista virtuale” del girone C. Un match tra nobili formazioni del Meridione, pronte a dare il massimo dopo le recenti vicissitudini d’inizio stagione ed in lizza per consacrare quanto prima, i reali obiettivi di campionato. Un big match in piena regola, dove il lustro del blasone conta ben poco ed una eventuale vittoria delle Vespe, potrebbe sospingere la formazione di Zavettieri verso tutt’altra classifica. Che i giochi abbiano inizio!
Gianluca Aprea
