Venerdì 13: perché questa data è considerata sfortunata? Storia, miti e verità dietro la superstizione più famosa al mondo

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venerdì 13

Oggi è venerdì 13 febbraio 2026 e, come ogni volta che il calendario segna questa combinazione, milioni di persone in tutto il mondo sentono un brivido di inquietudine. Si rimanda un viaggio, si evita di firmare contratti, qualcuno addirittura non esce di casa. Ma da dove nasce davvero questa paura irrazionale? Esiste una spiegazione storica concreta o è solo un accumulo di coincidenze mitologiche e religiose?

In questo articolo pillar approfondiamo le origini del venerdì 13, analizzando miti antichi, riferimenti biblici, eventi storici e l’impatto culturale moderno. Spoiler: non c’è una singola causa, ma un mix di credenze che si sono rafforzate nel tempo.

1. Il numero 13: da sempre il “fuori posto” della sfortuna

Il 13 è considerato sfortunato in gran parte della cultura occidentale perché segue il 12, numero simbolo di completezza e armonia:

  • 12 mesi dell’anno
  • 12 segni zodiacali
  • 12 divinità dell’Olimpo
  • 12 tribù di Israele
  • 12 apostoli (prima del traditore)

Il 13 rompe l’equilibrio perfetto, diventa l’elemento in più, il disturbatore.

Mitologia norrena (la teoria più antica e accreditata dagli studiosi di folklore): Nel Valhalla, 12 dèi siedono a banchetto. Arriva Loki (il 13°), dio dell’inganno e del caos. Convince il cieco Höðr a scagliare una freccia di vischio contro Baldr, il dio della luce e della gioia. Baldr muore, il mondo piomba nel lutto. Da quel momento, il 13 diventa sinonimo di catastrofe improvvisa e tradimento.

Questa leggenda, citata dallo storico Donald Dossey, è considerata una delle radici più profonde della triscaidecafobia (paura patologica del numero 13).

2. Il venerdì: il giorno della crocifissione e della penitenza

Il venerdì porta con sé un alone negativo già dal Medioevo:

  • Nella tradizione cristiana, è il giorno della crocifissione di Gesù (Venerdì Santo).
  • In epoca medievale era giorno di digiuno e penitenza.
  • In alcune zone d’Europa (soprattutto anglosassone) era il giorno delle esecuzioni capitali.

Unire venerdì (sventura religiosa) e 13 (sventura numerologica) crea una combinazione esplosiva.

Un altro richiamo biblico molto citato: all’Ultima Cena c’erano 13 commensali (Gesù + 12 apostoli). Il tredicesimo arrivato (o considerato tale) fu Giuda Iscariota, che tradì Gesù poche ore dopo. La cena avvenne di giovedì sera, ma la crocifissione seguì il venerdì: l’associazione si è fusa nel tempo.

3. Il mito dei Templari: la data storica più famosa (ma non la più antica)

Una delle spiegazioni più popolari collega il venerdì 13 al 13 ottobre 1307: Re Filippo IV il Bello di Francia ordinò l’arresto di massa dei Cavalieri Templari. Molti furono torturati e giustiziati. L’evento fu drammatico e segnò la fine dell’ordine.

Questo episodio ha contribuito enormemente alla fama moderna del venerdì 13, soprattutto grazie a libri come Il Codice da Vinci di Dan Brown. Attenzione però: gli studiosi sottolineano che la superstizione del venerdì 13 come giorno sfortunato esisteva già prima del 1307 (anche se in forma meno strutturata). L’arresto dei Templari ha semplicemente rafforzato una credenza preesistente.

Le prime menzioni scritte chiare di “venerdì 13 = sfortuna” risalgono infatti al XIX secolo in Francia:

  • 1834: un articolo su Revue de Paris parla di un omicidio commesso “sempre di venerdì 13”.
  • Stesso anno: una commedia francese cita un personaggio nato “venerdì 13 dicembre 1813, da cui tutte le mie disgrazie”.

4. Impatto culturale moderno e paraskevidekatriaphobia

La paura del venerdì 13 ha un nome tecnico lunghissimo: paraskevidekatriaphobia (o friggatriskaidekaphobia). È una delle fobie più diffuse al mondo.

Curiosità economiche:

  • Secondo stime (es. Donald Dossey e National Geographic), ogni venerdì 13 l’economia globale perde centinaia di milioni di euro/dollari perché la gente evita di volare, viaggiare, comprare casa o fare operazioni importanti.
  • Ironia della sorte: alcuni studi (es. olandesi del 2008) hanno rilevato che il venerdì 13 ci sono meno incidenti stradali rispetto ad altri venerdì, forse perché le persone guidano più attente o restano a casa.

Nel cinema e nella pop culture:

  • La saga horror Friday the 13th (dal 1980) ha reso iconico il binomio.
  • Molti edifici saltano il 13° piano (negli USA è comune il 14° piano subito dopo il 12°).

Conclusione: superstizione o effetto nocebo?

Non esiste alcuna prova scientifica che il venerdì 13 porti davvero sfortuna. È un classico esempio di autorealizzazione della profezia: se credi che sia un giorno sfortunato, sei più propenso a notare (e ricordare) solo gli eventi negativi, ignorando quelli positivi.

Eppure la superstizione persiste perché tocca corde profonde: il tradimento, la rottura dell’ordine, la morte improvvisa.

Quindi, oggi venerdì 13 febbraio 2026… Esci lo stesso, firma quel contratto, prendi quell’aereo. Oppure no. In fondo, come diceva Eduardo De Filippo: «Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male».