Carmela Sermino, vedova di Giuseppe Veropalumbo — l’uomo ucciso da un proiettile vagante la notte di San Silvestro del 2007 — oggi rischia di perdere l’abitazione in cui vive con la figlia. La casa, un immobile confiscato alla criminalità organizzata e assegnato alla famiglia nel 2016 dal Comune di Torre Annunziata, potrebbe infatti dover essere liberata in seguito a un avviso di sfratto notificato dall’ente.
La tragedia che ha sconvolto la vita di Carmela avvenne il 31 dicembre del 2007, quando Giuseppe fu colpito mortalmente poco prima della mezzanotte da un colpo d’arma da fuoco sparato in aria durante i festeggiamenti. Anni dopo, nel 2016, alla sua famiglia fu concessa una sistemazione temporanea in un appartamento di via Vittorio Veneto, un bene sottratto al clan Agretti e destinato a finalità sociali.
Oggi, però, quel percorso sembra essersi incrinato. «Nel 2016 mi fu affidato questo appartamento in via temporanea», spiega Carmela. Una temporaneità che, dopo nove anni, rischia di trasformarsi in un incubo: il Comune ha richiesto infatti la liberazione dell’immobile, notificando un preavviso di sfratto.
A sostegno della famiglia si sono mobilitate diverse realtà del territorio, tra cui la Fondazione Polis e Libera, che chiedono una soluzione alternativa per evitare che la vedova e la figlia restino senza una casa. È stata inoltre avviata una petizione popolare per chiedere al Comune di rivedere la decisione e tutelare una famiglia colpita da una tragedia che ancora oggi segna profondamente la comunità di Torre Annunziata.

