Perquisizioni e sequestri dell’Antimafia a Nocera Inferiore, nel mirino ci finisce anche l’ex esponente della Nco, Macario Mariniello. Sono i contorni di un’indagine condotta dal sostituto procuratore della Dda di Salerno, Vincenzo Senatore, che contesta a ben sei persone l’accusa di usura aggravata dall’articolo 7, e cioè dal «metodo mafioso». Il giro di controlli e verifiche ha preso piede circa una settimana fa, con la raccolta di materiale da parte dei carabinieri del Ros del comando provinciale di Salerno, che hanno posto sotto sequestro qualcosa come 50.000 euro, matrici di assegni, cambiali e altra documentazione, come quaderni con sopra una lista di nomi. Tutto materiale che è ora al vaglio e sul quale gli indagati dovranno giustificarne origine e provenienza. In particolare per i soldi. L’attività investigativa è appena agli inizi, con uno stralcio delle accuse contenute in un decreto di sequestro generato a sua volta da un’indagine risalente ad un paio d’anni fa. Secondo l’ipotesi accusatoria, Mariniello ed altri avrebbero costretto alcune persone (due le vittime inquadrate dalla procura) a pagare interessi da strozzo su prestiti concessi in precedenza. Si sospetta per motivi di necessità, legate a qualche attività imprenditoriale o per risanare debiti. E lo avrebbero fatto con l’aggravante “criminale” del metodo mafioso, al fine di intimidirle in caso di rifiuto. La competenza dell’Antimafia viene giustificata dai nomi dei coinvolti e dai loro precedenti, alcuni già interessati da accuse proprio come l’usura. In particolare, dal ruolo presunto di Mariniello, interessato in un lontano passato da diversi precedenti di camorra. Un tempo ex esponente della Nuova Camorra organizzata di Cutolo, attiva anche nell’Agro nocerino sarnese e rappresentata da Salvatore Di Maio. Di recente impegnato in un’attività commerciale, secondo alcuni rapporti della Direzione Investigativa Antimafia risultò essere per un periodo anche esponente del clan omonimo a Nocera Inferiore, “Pignataro-Mariniello”. Tra gli indagati anche Vincenzo Del Grande e i fratelli Pellegrino.

