Universiadi, il risvolto della medaglia si chiama sfruttamento, l’inchiesta di Fanpage

Il viaggio di Fanpage.it fra malumori dei volontari delle Universiadi 2019 di Napoli. Dai turni al caos accrediti, dai ticket pasto alla formazione fino allo (scarso) compenso: sono tante le lamentele. Ma molti evitano di farle pubblicamente. Il motivo? Nel contratto firmato dai ragazzi c’è scritto esplicitamente che possono essere sospesi dall’evento per non meglio specificati “comportamenti inappropriati”. E nelle regole viene chiaramente detto loro che non debbono parlare coi giornalisti né sui social media dell’evento.

«Cosa offriamo?  Uniforme ufficiale di Napoli 2019; rimborso spese (25 euro al giorno); cibi e bevande per ogni turno di lavoro; accesso gratuito ai mezzi di trasporto pubblico per raggiungere il luogo interessato; sessioni di formazione relative alla gestione degli eventi sportivi e del terzo settore; certificato di partecipazione ufficiale». Così recita il sito nato per reclutare volontari. «Le divise qualcuno le ha avute qualcuno ancora no. Siamo ormai a metà evento,  quando arriveranno serviranno a cosa? Sicuri che le avranno tutti?» racconta uno dei ragazzi. Ironia della sorte, se qualcuno però vuole acquistare una maglia delle Universiadi – non si sa se autorizzate o meno –  le trova nei negozi. Il costo? Quindici euro.

«Per svolgere le attività durante l’evento, ti verrà fornita un’uniforme. La devi indossare sempre durante le ore di attività. A garanzia del rispetto di tutti e dell’immagine pubblica dell’evento, l’uniforme deve essere mantenuta in buono stato e non può essere alterata da accessori o oggetti». Così recita la guida dei volontari.