Universiadi, cerimonia d’apertura, un pò chiusa…

Dal vostro inviato speciale, con accredito appezzottato.

Sono qui anche per Enzo, Gianfranco, Giuseppe, Giovanna, Claudia, Carmen e Carmela, Emiliana, Sonia.

Sintonizza, pur essendo al San Paolo, il cellulare sull’audio della telecronaca di Rai 2. Ascoltando Rimedio, Trotta e Verna mi viene in mente Renato Zero.

Il carrozzone va avanti da sé, con le regine, i suoi fanti, i suoi re… Telecronaca da farsa per la cerimonia d’apertura al San Paolo delle Universiadi. Rimedio parla di calciomercato, la Trotta del gioco del lotto e della smorfia, Verna, bontà sua, ogni tanto tenta di parlare di Universiadi.

Dai maxi-schermi, anche se dicono che uno è stato trafugato per tener viva la leggenda popolare, si nota l’emozione di Mattarella – prima di arrivare allo stadio ha incontrato la piccola Noemi – la comicità involontaria speriamo del cardinale Sepe, uno che a Made in Sud farebbe un figurone, la serietà di De Luca – alla fine fischiato alla grande, magari dai giovanotti del DeMa per rivincita su certi striscioni di un mese fa a Salerno, e Malagò, la compostezza di De Laurentis – stavolta merita un applauso perchè è dovere di un presidente della massima istituzione sportiva di una città partecipare al primo atto.

Bella Napoli illuminata, anche se qualche palazzone stona.

Commovente il Vietnam, presente solo con la bandiera, non ha alcun atleta mentre uno a testa ne hanno Malawi, Principato di Monaco e Libano.

Ah, Sudamerica, canterebbe Paolo Conte vedendo sfilare i brasiliani col grembiule, gli argentini con riferimento a Maradona, gli uruguaiani con lecchinaggine.

Colonna sonora quasi tutta di musica napoletana riarrangiata, roba che forse non sarebbe piaciuta a Troisi buonanima, come l’oleografia della pizza, del mandolino e del pino.

Una stronzata, salviniana forse, la porzione di fischi che hanno inizialmente riservato alle delegazioni di Francia e Germania, Di Pietro si chiederebbe che c’azzecca lo sport con Merkel e Macron. Retroscena per far capire che ormai il Paese è diviso in bande rivali, nelle scorse ore a Fisciano è saltata la cerimonia d’accoglienza UNISA, il Rettore ha così reagito alla mancanza d’invito sul palco di sabato scorso a Salerno.

Degli atleti, in generale, non ne parliamo. Anzi parliamone.

Nedved disse che la decisione di smetterla col calcio la prese quando vide che nel pre-partita i suoi giovani compagni di squadra erano concentrati sugli auricolari e non sulla sfida da giocare.

Stasera è stato il trionfo dei selfie, svizzeri compresi, approfittando della riparazione in extremis dei guasti pomeridiani dei video versione social.

L’Italia fa eccezione solo per la colonna sonora, sottofondo tozziano di Gloria, che nell’aria decisamente manca. Rimpiango di non aver partecipato, insomma, alla sobria cerimonia nocerina di ieri.

Ma avevo promesso a Grazia Apicella di partecipare al brindisi per l’onomastico.

Quando prometto, di solito mantengo. A me la U gigantesca di stasera più che Universiade, mi è parsa comporre una UANM ra…