All’Università degi Studi di Salerno si è da poco costituito l’International Centre for Studies and Research “Mediterranean Knowledge” che focalizza la sua iniziativa sul Mediterraneo quale luogo in cui sono nate e si sono sviluppate, incontrate e scontrate diverse forme di sapere, di socialità e di culture. Un confine “liquido” – si legge sul sito dell’Unisa – in perenne movimento che ha generato tanta parte della civiltà occidentale così come la conosciamo, ma è stato (ed è ancora oggi) anche luogo di scontri feroci. Al Centro hanno aderito le Università di Huelva e Siviglia (Spagna), Porto (Portogallo), l’Institut Catholique de Toulouse (Francia), Palermo e Salerno (Italia), oltre al CREAD (Centre de Recherche en Economie Appliquée pour le Développement) di Algeri e l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Il primo appuntamento è la Conferenza Internazionale “Border/s” che si terrà presso l’Ateneo salernitano dal 26 al 28 ottobre 2015. La Conferenza avrà come obiettivo primario quello di avviare un confronto sugli studi e le ricerche relative alla circolazione delle differenti forme di sapere del bacino del Mediterraneo. Ciò al fine di costruire strumenti per la progettazione, la gestione e la valutazione di azioni territoriali che possano produrre un impatto positivo sull’europeizzazione e sulla percezione dell’Europa da parte dei cittadini. Tutto questo però non può non passare che attraverso un’analisi radicale del concetto di “confine”. Contro tutte le metafisiche, antiche e moderne, che hanno cercato di immunizzare l’esperienza umana, urge infatti aprire uno spazio permanente di confronto e di riflessione nell’ambito delle scienze umane, filosofiche e sociali che nell’Ateneo di Salerno vede la sua espressione all’interno delle linee di ricerca del Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione (DISUFF) che, peraltro, ha avviato la fattiva costituzione del Centro.
Lo scopo è quello di promuovere così un pensiero libero da sterili istanze identitarie, aperto all’articolazione dei saperi, secondo un approccio multidisciplinare e interdisciplinare. Dall’area umanistico-sociale all’area economico-giuridica, l’attenzione è rivolta alla valorizzazione del patrimonio culturale, dell’eredità di pensiero, delle tradizioni, dei valori etici, morali, religiosi, dei linguaggi del bacino del Mediterraneo al di qua di tutte le politiche di confine escludenti e immunizzanti. L’iniziativa, che vede il Patrocinio della più alta istituzione di ricerca in Italia quale il CNR, si presenta di grande valenza scientifica e di rilievo internazionale per la partecipazione di colleghi provenienti da 5 Paesi stranieri (Portogallo, Spagna, Francia, Malta, Algeria) e molte altre realtà universitarie e non dell’Italia.
La Lectio magistralis di Jean-Luc Nancy – filosofo da sempre impegnato nella declinazione dei concetti di “comunità”, “democrazia”, “frontiera” aprirà la Conferenza, mentre la conclusione dei lavori sarà affidata all’On. Massimo D’Alema all’interno della tavola rotonda – Imago Europae/Vulnus Mediterranei – a cui parteciperanno, tra gli altri, anche l’ex ministro Laura Balbo e il filosofo Aldo Masullo. In considerazione del coinvolgimento della componente politico-istituzionale del territorio e della autorevolezza dei relatori menzionati, non mancheranno risposte e momenti di riflessione cruciali per affrontare la drammatica situazione in cui versa l’intero bacino del Mediterraneo, con le sua acque gonfie di tragiche morti e di agognati approdi in terre straniere. Da qui, ci si augura che possa partire un nuovo, fecondo dialogo che faccia dei border/s il luogo da cui salpare per la messa in atto di decisive e non più rinviabili strategie politiche da adottare.
