Un’iniziativa di crowdfunding per salvare l’archivio di Riccardo Carbone

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Cinquecentomila negativi e migliaia di stampe e lastre di vetro che custodiscono e tramandano 50 anni della vita di Napoli, dagli anni ’20 agli anni ’70. Un archivio di assoluto valore, tristemente ed inesorabilmente minato dalle muffe che rischiano di rovinare le pellicole.

È partita dal capoluogo partenopeo l’iniziativa di crowdfunding di un’associazione di volontari per salvare l’archivio fotografico Riccardo Carbone. Servono 12mila euro per recuperare e preservare il corposo patrimonio di immagini che rischia di essere definitivamente compromesso da un deperimento lento ma continuo.

Una lotta contro il tempo per scannerizzare le immagini e salvare “un patrimonio di inestimabile valore, per tutti e di tutti”. L’iniziativa è stata lanciata dopo che “le ripetute richieste di aiuti finanziari alle istituzione sia locali che nazionali sono rimaste inascoltate”. Ora “non si può più aspettare, l’intervento deve essere immediato”.

Dell’archivio si sta adesso occupando Renato Carbone, il figlio di Riccardo Carbone, che fu il primo reporter de Il Mattino, documentando la storia della città dal fascismo allo scoppio della seconda Guerra Mondiale, dalla ricostruzione postbellica al boom economico degli anni cinquanta e sessanta.

L’immagine più vecchia è quella che ritrae lo sculture Vincenzo Gemito al lavoro sul busto di Raffaele Viviani. Era il 1926.

Innumerevoli i volti ritratti: da Totò, ai fratelli De Filippo, passando per personaggi transitati per Napoli, quali Charlie Chaplin, Ernest Hemingway, Trotsky, Kennedy e gli Harlem Globetrotters. Non mancano chiaramente gli esponenti del mondo del calcio, da Vinicio ad Altafini.

Un patrimonio che rischia di morire e che adesso un’associazione di volontari intende salvare attraverso l’iniziativa di raccolta fondi. Una volta tamponata l’emergenza, il sogno. Quello di realizzare un catalogo online aperto a tutti.