Una città fuoco e fiamme: Nocera Inferiore brucia tra misteri e domande

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Di Giorgia Valentini

Negli ultimi due giorni, Nocera ha vissuto un’inquietante sequenza di incendi che ha scosso un’intera comunità, istituzioni e forze dell’ordine. Non si parla di episodi isolati con tre incendi in 48 ore, quattro se contiamo quello della settimana scorsa in località Fiano, troppi per liquidarli come coincidenze. La domanda che si fa strada, tra le strade annerite dal fumo e gli occhi stanchi dei residenti, è una sola: è davvero tutto casuale?

Il primo rogo ha colpito nel cuore pulsante della città: nei pressi della stazione ferroviaria, tre auto sono andate in fiamme. Tutto sarebbe partito da una vecchia Fiat Seicento, forse per un corto circuito. Le fiamme, però, hanno rapidamente coinvolto anche le altre vetture parcheggiate a fianco. Nessun ferito, ma il boato e la colonna di fumo hanno lasciato un segno profondo.

Poi, Fosso Imperatore. Una carrozzeria avvolta dalle fiamme. Il proprietario, ferito nel tentativo disperato di contenere il disastro, è ora in ospedale. Il rogo ha devastato un’area di circa 300 metri quadrati, dove erano custodite numerose auto. Un danno economico e umano, che lascia il quartiere in apnea.

Il terzo incendio ha colpito via Bosco Lucarelli, un’area forse dimenticata, colma di sterpaglie e rifiuti. Di proprietà di Rfi, spesso rifugio per gruppi di ragazzi. Le fiamme hanno raggiunto il sottopasso pedonale, a pochi metri dal liceo classico “G. B. Vico” e dalla scuola media “De Lorenzo”. Qui l’allarme è stato massimo: troppa vicinanza con luoghi frequentati ogni giorno da centinaia di giovani.

E prima ancora… Solo pochi giorni fa, il 6 luglio, un vasto incendio ha divorato ettari di vegetazione tra Nocera Inferiore e Castel San Giorgio. Le fiamme, partite dalla collina in località San Mauro, hanno raggiunto Monte Castello. Un fronte di fuoco esteso, minaccioso, sinistro, che ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco per ore.

Coincidenze o segnali?

Tanti piccoli focolai ed un filo rosso che unisce depositi abbandonati, spazi dimenticati, attività commerciali e punti strategici della città. In un’estate che inizia a puzzare di cenere, la comunità si interroga. È tutto frutto del caso, o dietro questi incendi si nasconde altro? Un gesto doloso? Una catena di negligenze? Oppure un territorio che, lasciato all’incuria, diventa terreno fertile per la distruzione?

Il Comune promette controlli e prevenzione, ma l’impressione — forte — è che serva di più. Serve prendersi cura degli spazi pubblici, bonificare le aree abbandonate, vigilare e prevenire, serve una coscienza civile diffusa perché Nocera, quella vera, non vuole più vedere il cielo oscurato dal fumo.