Un poeta al risveglio: Rosa Pierno, la trasversale

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Rosa Pierno è nata a Napoli nel 1959 e ivi laureata in Architettura, vive a Roma. Dal 1993 fa parte della redazione della rivista di ricerca letteraria “Anterem” diretta da Flavio Ermini, Verona. Cura la rubrica Tangenze per la rivista d’arte “Il Libretto”, edizioni Pagine d’arte, Svizzera. Ha curato per tre anni il blog “Trasversale” (2011-2014). Suoi testi sono presenti nelle riviste Anterem, Poesia, Musica/Realtà, Next, Malavoglia, Almanacco, Bloc Notes, èlites, Semicerchio, Il Segnale, Formafluens, l’Ulisse, Equipèco. E’ presente con la sua cospicua attività critica nei seguenti siti e riviste: Mannieditore, Tellusfoglio, VicoAcitillo, Carte allineate, Anterem, L’Immaginazione, Malavoglia, Lietocolle, Lucreziana 2008, Il Segnale, PoetryInTime, Rebstein, Lietocolle, Leggendaria, Milanocosa, I fogli, TestualeCritica.

 

EPICURO

Con un angolo piccolissimo a piacere si discosta dalla retta via. Trascinato dal proprio peso, colpito dalla deviazione di altri corpi, colpisce a sua volta gli oggetti che viene a trovare sulla sua disordinata traiettoria. Se dotato di uncini, li trascina nella sua folla corsa, nel precipitare degli eventi, oppure si lascia abbindolare dalla similarità dell’altrui comportamento e con allegria si lancia, insieme alla folla vociante, verso una impredicibile meta. Ricorda da lontano la storia di Pinocchio e di Lucifero, ma senza pentimento.

E’ incredibile che i nostri corpi abbiano percorso le molteplici traiettorie per cui ci troviamo avvinghiati. Appare incredibile la forma giunta a noi tra le probabili, quella che adoriamo: il nostro calco fra le lenzuola. Corpi che a prima vista sembrano distanti trovano il modo di unirsi fino a trasformarsi. Due corpi avvinti sono definibili come complessità, eppure sono anche un unico corpo, una forma semplice. Possiamo assumere un numero elevato di posizioni, cambiare sembiante, dirci che siamo l’altro, la mutevole essenza dell’amore, l’incessante muta delle forme prodotte dagli urti, dagli scontri, dalle carezze, dai baci.

Oltre ai nostri corpi e al vuoto non v’è più nulla. Solo noi nel mondo. Né inferi né superi. Se è vero che le cose universe non debbono ridursi di mano in mano al nulla, ma debbono permanere indistrutte, corpi non possono essere divisi in nessun modo. E’ questo l’assioma dell’amore. L’indivisibilità degli amanti.