Un Poeta al risveglio – Antonio Sorrentino

“Quanno cantave tu tutt’era overo e vierno addeventava primmavvera”.

Non sono versi di una canzone o di una poesia, ma sono semplici parole scritte sulla lapide che custodisce i resti di Antonio Sorrentino.

Non è facile parlare di questo grande artista definito “lo Scugnizzo elegante”, cantante e attore di delicate armonie della canzone Napoletana, scomparso nel novembre del 1998 ad appena 38 anni, oggi ne avrebbe 60.

A 22 anni circa dalla sua dipartita, il suo timbro di voce ha la sensazione di poterti accompagnare in una passeggiata melodica, nella piu’ moderna o passato ma pur sempre bella Napoli di tutti i tempi. Tracce di un passato recente amato e praticato con passione da questo “Scugnizzo elegante” come afferma il titolo di una raccolta di articoli, riflessioni, frammenti biografici curata da Antonio Porpora Anastasio, che afferma “il tragitto per Antonio sia stato generoso ed appassionato”.

Iniziò la sua carriera a 7 anni quando in vacanza a Cattolica si esibì per la prima volta cantando canzoni molto impegnative come ‘O SOLE MIO.

La sua palestra fu il teatro2000 dove viene scritturato a teatro ed ebbe modo di ammirare attori del calibro di Nino Taranto, i fratelli Liliana, Rosalia, Beniamino Maggio e Mario Merola. Fu per lui “un tirocinio davvero straordinario” come ebbe a scrivere Giulio Baffi su La repubblica del 29 Gennaio 1993, quando Antonio era ancora in vita.

Nei primissimi anni si faceva chiamare TONI ROCK e cantava le canzoni di Wess e di Massimo Ranieri, quest’ultimo è stato il suo punto di riferimento, nella sua carriera, è stata quella di non essere solo un cantante ma anche un grandissimo attore e soprattutto un interprete nello spettacolo “25”, presentò al POLITEAMA una indimenticabile protagonista del bel canto partenopeo Gilda Mignonette.

Roberto De Simone gli affidò il difficile ruolo del “Sapunariello” di Viviani, autore amatissimo da Antonio, nello spettacolo “DEDICATO A MARIA”, e lui interpretò il personaggio benissimo come superlativo fu nei panni di Carmen Zuccona, travestito da donna.

Interpretò da solo tutti e sei i personaggi di LA GATTA CENERENTOLA e ad Ischia, fu un vero tripudio, con applausi a scena aperta che durarono molti minuti, col pubblico letteralmente in piedi, tra i quali Enzo Biagi.

La sua discografia non è stata molto numerosa ma qualitativamente di grande validità, aveva una voce non molto alta ma d’una incredibile sonorità.

L’ingresso nella compagnia di canto popolare consacra il suo successo a livello internazionale, nel 1986 esce il suo primo LP “Nu pensiero” e Sorrentino viene riconosciuto dal grande pubblico.  Nel 1989 è la volta del secondo disco sempre dedicato alla canzone napoletana. Guaglione” di Forcella, maturò studiando e con l’aiuto d’un amico chitarrista Giovanni D’Angelo, forte d’una naturale versatilità in breve tempo raggiunse grande popolarità trasferendosi a Roma.

Aveva una intrigata situazione familiare e pur essendo figlio d’un Sorrentino portava il cognome di Paoletti, dunque per uno strano scherzo del destino SORRENTINO diventò il suo nome d’arte.

Sarebbe un’impresa veramente molto ardua, elencare i numerosissimi premi alla carriera e gli spettacoli ai quali ha partecipato con grandi personaggi di grande spessore e caratura come Peppino Di Capri, Roberto Murolo.

Solo così viene fuori un ampio ritratto con molte autorevoli voci che parlano di lui, da Marco Limatola a Valentina Stella, a Roberto De Simone.

Prima che la malattia lo aggredisse irrimediabilmente era entrato a far parte del cast di “Scugnizzi”, il fortunato e celebre musical di Claudio Mattone, dove interpreta parecchi brani, Parlanne Parlanne, Zoccole Zoccole, Perzone Perzone, Scetate scè, Assaje , ma quella che resta come qualcosa di intramontabile “Nù penziero”, si esibi’ al Maurizio Costanzo

Con Antonio, Napoli ha perso uno dei suoi artisti dai mille volti, dalle mille sfaccettature, infatti nella sua breve arte canora e di recitazione è rimasta incancellabile la figura dello “ Scugnizzo elegante”.