E’ la vera sorpresa delle classifiche, nome sconosciuto accanto a chi è decisamente noto. Poesia dal web alla carta, da Facebook al vecchio e ancora letto libro di carta. Francesco Sole dice: “Da quando ho iniziato a scrivere poesie ho trovato il coraggio di esprimere ciò che provo, senza vergognarmi di condividere gli aspetti e le sensazioni più forti della mia vita. Proprio attraverso la condivisione ho imparato che siamo tutti contenitori di emozioni. Ciò mi ha permesso di togliere quella maschera che troppo spesso la società ti obbliga a indossare. Abbiamo bisogno di amore, chiarezza, sincerità, felicità e gentilezza”. Contenitori di emozioni: parole impegnative. Andiamo al dunque. Una poesia: ” Smettila di pensare
che gli mancherai, non è cosí. Smettila di pensare che tornerá cambiando tutto,
cambiando se stesso non succederá. Non pensa a te sorridendo, non é innamorato.
I tuoi occhi li ha visti ma non li ha mai guardati sul serio. Sí, ti scrive. C’era quando aveva un momento, non quando era il momento. Non gli interessi, quindi basta illusioni e basta farti del male. Smettila di amare chi non ti ama. Smettila di pensare
a chi non ti pensa. Ce ne sarebbero di commenti da fare. Sarebbe più giusto non parlare di noi ma del nostro tempo, caratterizzato dal “non guardare sul serio certi occhi”.
IL COLLEGAMENTO
C’è un magnifico testo teatrale: Tango di Francesca Zanni. Parla di prigionia del corpo e dell’anima. Ad un certo punto fa: Penso a una parola. E ci rimango attaccata, la inseguo, non lo so nemmeno io dove posso andare a finire. Posso starci le ore, non mi accorgo del tempo che passa. E sono felice. Ci sono parole piccole e parole grandi, parole per i giorni normali e parole per i giorni speciali, parole che le puoi tenere sulla punta delle dita e parole che ti riempiono tutta la testa e non lasciano pensare ad altro. La parola vita o la parola libertà, ecco, queste sono parole che non ti fanno pensare ad altro. Sono parole per i giorni speciali. Invece le parole piccole vanno bene per tutti gli altri giorni, per i giorni normali, per passare il tempo. Fiore, per esempio, o farfalla o strada o casa…no, casa è una parola grande.” Usiamole le parole giuste: amandole come i lettori di Sole, nell’eterno bivio tra il volere bene e amare, anzi dell’amore che comprende anche il voler bene (non so se viceversa)

