Degli sviluppi della vicenda Gambino leggerete altrove, qui ci divertiamo al dietro le quinte. Ore 11,00 arriviamo al palazzotto del Civile, il sottoscritto in compagnia della collega Claudia Squitieri. Le indicazioni sulla location dell’udienza scarseggiano, siamo fortunati ad incrociare Guido Casalino, presidente dell’ordine degli avvocati, che ci scorta fino a destinazione.
Fuori dalla stanza 219 c’è il caos. C’è già un ritardo sulle udienze in calendario, pare a causa di problemi del giudice Bobbio, ex sindaco di Castellammare. Il collegio va ricostituito, nel frattempo si va con i rinvii, avvocati e assistiti entrano ed escono dalla porticina che reca anche la targa che ricorda l’intestazione a Adelchi Genovese, avvocato nocerino, uno di quelli che con forza si è battuto negli anni settanta e ottanta per far nascere il tribunale qui. Secondo noi dovrebbe essere ricordato spesso e meglio.
I colleghi della stampa presenti sono Colamonaco, Guerritore, Padovano e Trezza Passa e si intrattiene anche mia cugina Luana, l’architetto, perito di parte in qualche procedimento. Ma tutto si blocca quando comincia l’udienza Gambino, cioè alle 12,05. Fuori dalla porticina ci sono almeno trenta legali, spazientiti dal dover attendere un’ora e passa prima che il calendario civile di giornata torni a scorrere in maniera normale e con tempi stretti, vengono dall’Agro e da Napoli. Uno di loro sottolinea più volte che è un’indecenza per dei professionisti attendere come dei disperati e che un’udienza così importante doveva trovare calendario separato e diverso.
Chiacchierano ad alta voce gli avvocati, così alta che la porticina si apre ed il presidente del tribunale Robustella, insediatosi da un paio di settimane, dice che bisogna abbassare le voci, dentro si sta trattando una questione importante. Dopo dieci minuti, secondo richiamo, stavolta da un vigilantes. Un’avvocatessa tutta in verde, persino col corallo verde al collo, dialoga con il linguaggio dei segni con l’assistito. Un’altra ha un look maschile in tutto, figuriamoci, va bene lo stesso Si va avanti fino alle 13,10 e il solito avvocato spazientito s’affaccia e finalmente gli aprono la porta della stanza che porta anche un’altra indicazione, cioè refrigerante, per un uso ottimale tenerla chiusa. Forse era per questo e non l’abbiamo capito, presi da altro.










