Umanizzazione pazienti Covid Antonacchio: non tagliamo fuori le famiglie

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La ASL di Caserta, l’ASST Nord di Milano e l’Azienda Sanitaria di Padova lo hanno già fatto e hanno tradotto in un protocollo operativo avallato dai rispettivi Comitati Etici le richieste che provenivano dalla totalità dei parenti che non hanno più avuto un contatto con i loro congiunti, alcuni dei quali poi deceduti senza l’ultimo saluto, da soli e senza alcun conforto dei beni più cari.

Seppur se nell’immediato, anche se con tutti i problemi derivanti dalla situazione emergenziale, i più sensibili si sono attrezzati con I-Pad e con contatti tramite WhatsApp, sarebbe opportuno ora, atteso che la epidemia è tuttora in atto, in attesa dell’immunità di gregge che si prevede non definitiva per l’anno 2021, sarebbe opportuno prevedere l’umanizzazione in questa fase ancora cruciale, garantendo il contatto con il malato.

Sarebbe anche un modo per poter permettere di elaborare il lutto ovvero in tutti i casi, dal decesso alla guarigione dopo lunga malattia, gli effetti psicologici e psichiatrici della pandemia in atto, che per malati e congiunti di qualsiasi età, a breve mostreranno tutti i loro negativi risvolti ad un anno dall’emergenza.

Sarebbe un modo per alleviare il paziente, far sì che non si senta solo e senza occhi sconosciuti al suo fianco, effetti certamente positivi e la cui portata emozionale è di immensa gratitudine per la totalità degli esseri umani.

Non tagliamo fuori le famiglie. Non uccidiamo l’ultimo legame e gesto d’amore, essenza della solidarietà dell’essere umano.

Il Segretario Generale CISL FP di Salerno, Pietro Antonacchio