Follia ultras: condannati gli 8 tifosi della cavese

0
309

Hanno fatto gruppo ieri mattina, in fila indiana, mentre si recavano presso l’aula collegiale del tribunale di Nocera Inferiore. Volti distesi e tranquilli, a differenza delle immagini catturate dalla Digos di Salerno, che ne hanno poi permesso l’arresto. Gli otto tifosi della Cavese sono stati giudicati intorno all’ora di pranzo, con rito per direttissima, dal collegio presieduto dal presidente Rossetti. Hanno patteggiato tutti una condanna ad un 1 anno e 6 mesi di reclusione, con pena sospesa ad eccezione di Matonti. Le accuse andavano dalla resistenza pluriaggravata al lancio di fumogeni e per qualcuno, all’utilizzo di oggetti contundenti atti a offendere. In aula, la polizia di Cava de’ Tirreni ha ripercorso gli aspetti di quella “guerriglia” scatenata da un gruppo di tifosi metelliani poco prima dell’inizio del match di domenica scorsa, tra Cavese e Reggio Calabria. La partita era valida per l’accesso ai play off del girone I del campionato di serie D. Le indagini sono state condotte dalla procura di Nocera Inferiore, grazie alle quali si è giunti all’identificazione di almeno 8 persone. Tuttavia, quelle che avrebbe preso parte all’invasione di campo sarebbero almeno 20. C’era qualcuno armato di cinghie, chi di oggetti contundenti, chi di petardi e chi – circostanza emersa in aula – di un coltello. D’un tratto, un gruppo di ultras è entrato nel terreno di gioco, forzando la cancellata del proprio settore e sfuggendo ai controlli degli steward. L’obiettivo era raggiungere il settore occupato dai tifosi calabresi, accusati – stando a quanto riferito dagli indagati ad alcuni dei propri avvocati difensori – di aver dato inizio ad una sassaiola nei confronti di altri tifosi della Cavese, situati però nel settore Distinti. Oltre che per questioni di mero campanilismo, legato ad un gemellaggio dei tifosi calabresi con quelli della Salernitana.   

Il gruppo si è reso protagonista di lanci di oggetti e fumogeni all’indirizzo delle forze di polizia e dei tifosi avversari, tentando più volte di entrare a contatto con i sostenitori avversari. L’intervento massiccio degli agenti ha evitato che la situazione degenerasse, disperdendo gli ultras, che hanno fatto rientro in Curva Sud, mischiandosi ad altri tifosi. Ciò nonostante, sono riusciti a rubare un drappo amaranto e a ferire tre agenti di polizia e un tifoso reggino. Al termine del match, la Digos ha avviato le indagini grazie alle telecamere di videosorveglianza interne allo stadio, che ha poi permesso di risalire all’identità di otto persone. Agli arresti domiciliari sono finiti 8 persone: Antonio Santoriello, di 38 anni; Luigi Senatore, di 42 anni; Massimo Masullo, di 42 anni; Alfonso Viscito, di 60 anni; Gianluca Lambiase, di 26 anni; Roberto Pizzo, di 54 anni; Valter Matonti, di 44 anni e Antonino Strino, di 36 anni.

Molti sono interessati da precedenti di tipo sportivo. Nessuno di loro ha proferito parola in aula, decidendo – in accordo con i rispettivi avvocati – di patteggiare la pena per quanto commesso.