Il nodo si scioglie nel silenzio dei corridoi, senza annunci ufficiali ma con segnali che diventano sempre più chiari minuto dopo minuto. In questi minuti, secondo quanto apprende Medianews24, il Partito Democratico avrebbe raggiunto un accordo interno sulla Presidenza del Consiglio regionale. Il nome su cui converge l’intesa è quello di Massimiliano Manfredi, fratello del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Una scelta che arriva al termine di una trattativa lunga, stratificata, segnata da veti incrociati e da un equilibrio politico che per giorni è rimasto sospeso. La Presidenza del Consiglio regionale non è mai stata una casella neutra. È il punto di snodo tra Aula e giunta, tra mediazione politica e gestione istituzionale. Ed è proprio su questo terreno che il Pd ha rischiato di incepparsi.
Nelle ultime ore il confronto si è intensificato. Riunioni informali, contatti diretti, messaggi incrociati. Alla fine la linea che avrebbe prevalso è quella della continuità e della riconoscibilità politica. Massimiliano Manfredi viene considerato una figura capace di tenere insieme le diverse sensibilità interne, con un profilo istituzionale già rodato e una conoscenza profonda delle dinamiche regionali.
La parentela con il sindaco di Napoli non è un dettaglio che passa inosservato. Anzi, è uno degli elementi che più hanno pesato nel dibattito interno. Per alcuni un fattore di forza, per altri un punto critico da gestire con attenzione. Alla fine, però, l’orientamento sarebbe stato quello di separare il piano politico da quello istituzionale, puntando sull’esperienza personale e sul ruolo di garanzia che la Presidenza del Consiglio richiede.
L’accordo su Massimiliano Manfredi consentirebbe al Pd di chiudere una partita che rischiava di trascinarsi ancora, con effetti destabilizzanti sugli altri equilibri della maggioranza. La sensazione, nei gruppi consiliari, è che si volesse evitare uno scontro frontale che avrebbe lasciato strascichi difficili da ricomporre.
Resta ora da capire tempi e modalità dell’ufficializzazione. Formalmente nulla è ancora stato annunciato, ma le fonti parlano di una convergenza ormai definita. Il passaggio in Aula dovrebbe essere una formalità, salvo colpi di scena dell’ultima ora.
In un momento politico già segnato da tensioni nazionali e da una fase di transizione per gli equilibri regionali, la chiusura dell’accordo sulla Presidenza del Consiglio assume un valore che va oltre il singolo nome. È il segnale che il Pd ha scelto di serrare i ranghi e di mettere in sicurezza uno dei ruoli chiave dell’istituzione.
Massimiliano Manfredi, se la nomina verrà confermata, si troverà ora al centro di una fase delicata. Dovrà garantire il funzionamento dell’Aula, tenere insieme maggioranza e opposizione e dimostrare, fin dai primi atti, che la scelta non è stata solo il frutto di un equilibrio politico, ma anche di una valutazione sul merito e sulla capacità di rappresentare l’intero Consiglio regionale.

