REGENI E IL MISTERO DEL PROF NAPOLETANO
Nessun legame con l’intelligence, né inglese né italiana.Il professor Gennaro Gervasio, allora docente alla British University del Cairo, era la persona che doveva incontrare Giulio Regeni il 25 gennaio 2016 nei pressi di piazza Tahir, nella capitale egiziana. Un appuntamento che il giovane ricercatore friulano non poté rispettare. Della vicenda Gervasio ha parlato nel corso di un’audizione al Copasir. Il professore napoletano avrebbe anche spiegato di non aver avuto percezione che le ricerche che Regeni stava facendo sugli ambulanti potessero mettere in pericolo il giovane.
ROSATELLUM, MISSIONE SENATO
Il governo ha posto nell’Aula del Senato cinque questioni di fiducia su cinque dei sei articoli del Rosatellum 2.0. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro. Per protestare contro la fiducia sulla legge elettorale, i senatori del gruppo M5s hanno posto delle bende bianche sugli occhi. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha convocato la Conferenza dei capigruppo: la riunione servirà per stabilire i tempi delle votazioni.
IL GIALLO DI CHIVASSO
E’ giallo nelle campagne di Chivasso, nel Torinese, dove i carabinieri hanno trovato due cadaveri. Secondo le prime informazioni sono stati uccisi. Si tratterebbe di due pastori romeni. I corpi sono stati trovati in un campo a Castelrosso, frazione di Chivasso. La zona è stata isolata in attesa dell’arrivo del medico legale e del magistrato di turno.
GENTILONI E L’AUTONOMIA
“Guardo con interesse, rispetto, disponibilità alla discussione aperta dai referendum sul tema dell’autonomia. Sono disposto a fare dei passi in avanti”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, oggi a Marghera, avvertendo, però, “non abbiamo bisogno di ulteriori lacerazioni sociali ma bisogna ricucire le lacerazioni che la crisi ha provocato”. “Il Governo è pronto a un confronto di merito con le regioni su queste funzioni – ha detto Gentiloni – per avere regioni più efficienti. E questo è possibile anzi è probabile”. Il premier si è detto pronto a portare avanti una discussione “nei limiti fissati dalle leggi e dalla Costituzione”.
SETTE ANNI ALL’INSEGNANTE VIOLENTATORE
Per almeno dieci volte un insegnante avrebbe abusato di una bambina di 9 anni “affetta da patologie cognitive” e che andava a casa dell’uomo, suo vicino, per alcune ripetizioni. Il pedofilo, 63 anni, che avrebbe violentato la bimba tra gennaio e maggio scorso, è stato condannato dal gup di Milano Natalia Imarisio a 7 anni di carcere, a seguito dell’inchiesta coordinata dal pm Luca Gaglio e condotta dai carabinieri che nei mesi scorsi ha portato all’arresto dell’uomo.

