Uil Fpl Salerno. La lettera di Malangone ai lavoratori sulla necessità dello sciopero

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Cari lavoratori, care lavoratrici, pur esterrefatto di fronte alle attuali posizioni non condivise, mi preme rappresentare le tappe e le azioni da noi intraprese per raggiungere obiettivi solidi e seguendo una logica sequenzialità di interventi.

E’ mia premura, infatti, evitare di lasciarsi “infatuare” da motti o slogan che potrebbero avere facile presa sullo stato d’animo generale, ma che, nella sostanza, non trovano fondamento. Iniziamo, allora questo excursus di affermazione dei diritti dei lavoratori che mi onoro di condividere con tutti voi. 

Evitando ogni assurdo e pretestuoso tentativo di manipolare l’informazione da e per i lavoratori, mi piace ricordare che il nostro sindacato è stato il primo ad aver dichiarato lo sciopero, sospeso poi, per il succedersi degli incontri con la Regione.

Ed è proprio la Regione ad aver assunto l’impegno di contrastare il fenomeno assurdo del dumping contrattuale per realizzare “prestazioni rese con modelli assistenziali quanto più vicini al CCNL del SSN dal punto di vista normativo ed economico e sottoscritti dalle OOSS maggiormente rappresentative”, riferendosi proprio al contratto AIOPIARIS. 

Con rammarico, dobbiamo constatare che in concreto non è ancora accaduto nulla, che le resistenze sono forti e che la situazione sta precipitando. 

Noi non vogliamo che ciò accada e per tale motivo siamo pronti a mobilitarci e scioperare, a condizione di essere preventivamente consultati e soprattutto coinvolti, tenendo conto degli obiettivi ben chiari e tangibili da raggiungere e difendere. 

Abbiamo iniziato a discutere, a tutti i livelli, del dumping contrattuale a seguito di una nota del G.A.U. del Centro di riabilitazione Villa dei Fiori di Nocera Inferiore, che interpello il sindacato per una questione di interesse per tutti i lavoratori del comparto della riabilitazione. Tutto ciò nel marzo c.a. In quel periodo neanche Cupido (acronimo di due altri sindacati!) era riuscito a dare la giusta importanza al fenomeno. 

Con azioni congiunte e coordinate siamo partiti dalla Segreteria Provinciale, raggiungendo quella Regionale sino alla Segretaria Nazionale, trovando tutti concordi sulla necessità di salvaguardare sia i livelli occupazionali che le professionalità interessate al settore. 

Si è reso dunque necessario richiedere un incontro con l’interlocutore super partes, la Regione, dovendo essere la stessa garante della regolarità e del rispetto delle “regole per l’accreditamento al SSR” per tutte le aziende che intendessero farne parte. Tuttavia non è stato così, in quanto alcuni terminali del settore non solo applicano contratti meno onerosi, ma calpestano anche quel livello essenziale e professionale di qualità cui tutti devono tendere. 

In un incontro tenutosi in Regione Uil, Cisl e Cgil (gli ultimi due partecipanti quasi come atto dovuto) il 06 maggio c.a. veniva stabilito che fossero applicati i contratti maggiormente “similari al pubblico con perseguimento di tale obiettivo”, proposta più che logica che evitava il distinguo tra lavoratori di prima e seconda classe. 

Tutto ciò doveva essere ratificato in un incontro successivo ma, ahi noi, non avevamo fatto i conti con Cupido. Non è dato capire le motivazioni di un repentino cambio di rotta, si è assistito ad un vero e proprio dietro front, mal gestito, tra l’altro, in qualche meandro del sistema sindacato. Dietro front che lascia trapelare un operato proprio di quelle persone che intendono chiudere ogni forma di dialogo con l’interlocutore. 

SCIOPERO, Cupido dichiara “amore finito e quindi separazione /sciopero”. 

L’innamorato, per noi assimilabile al lavoratore, semplicemente infatuato, non riesce ad intenderne la ragione (neanche gli viene spiegata!), ma rimane annebbiato dal presunto più forte e bello, accogliendone la proposta. 

Ma, nel concreto, qual è l’azione proposta o il programma da portare avanti? Qual è la mossa successiva, qualora ci fosse convocazione per discutere del DUMPING? E lo sciopero ad oltranza potrebbe svantaggiare qualche lavoratore o qualche centro già in difficoltà? Ed ancora, I lavoratori sono stati messi a conoscenza delle intenzioni programmatiche del sindacato? Sarebbe opportuno fermarsi. 

Il lavoratore, solo spettatore, percepisce questo come un atto di forza senza chiedersi a cosa potrebbe portare questa rottura, senza considerare gli inevitabili risvolti negativi. L’osservatore esterno quale è la Regione, accoglie questa diatriba tra le principali sigle sindacali, COME MANNA DAL CIELO. 

Scioperare a tutti i costi o ad oltranza equivarrebbe a sostenere la sperequazione contrattuale. 

E’ assolutamente da evitare che ognuno faccia ciò che vuole… 

Non è questo il mantenere il DUMPING CONTRATTUALE facendo il gioco di pochi! 

Questo è quanto potrebbe portare un’azione insensata, creando inevitabilmente la rottura con l’interlocutore che è, tra l’altro, la controparte nello stabilire regole e convenzioni. 

Questa legittima posizione del nostro sindacato che ad occhi offuscati e innamorati potrebbe apparire come un segno di debolezza, è, in realtà un’azione di responsabilità nei confronti di tutti i lavoratori, la cui condivisione è imprescindibile. 

Ci piace apparire deboli in una singola battaglia, siamo forti e vincenti nel computo finale della guerra, che ribadiamo, dover essere condivisa, partecipata e sostenuta da tutti con consapevolezza, correttezza e lealtà reciproca.