di Marco Visconti
Lo spettacolo teatrale, sorto dalle menti di Alfonso Tortora e Alfonso Calandra, è andato ieri in scena, per la seconda volta, alle ore 18:30 per raccontare il genio di Eduardo De Filippo, facendo un viaggio introspettivo con canti, editi e inediti, poesia e monologhi teatrali. Questo momento corale ha illuminato il palco contornato da panni bianchi, simbolo di quella Napoli verace e complessa dove visse l’artista. Proprio su un panno bianco come una tela le voci delle attrici – Rosaria De Angelis, Marika Dell’Università, Alessia Petrone, Eleonora Pisani, Teresa Tedesco – e la musica – Alfonso Calandra con chitarra e voce, Isabella Marmo con il flauto ed Enzo Donnarumma con il bouzouki – hanno prodotto una dolce assonanza attraverso la quale il ritratto eduardiano ha preso forma.

La platea, mai stanca di essere stimolata dalle diverse forme d’arte, è stata piacevolmente catturata da questa esplosione di colori intonando con gli attori le celebri note che hanno reso grande Eduardo.
Quasi a fine spettacolo c’è stata la chicca, nota ai pochi, Eduardo sarebbe dovuto andare a Pagani, ma per causa di forza maggiore non poté andare, tutto questo lui lo spiegò con una lettera. Infine arriva la magia dello spettacolo: Eduardo dall’essere raccontato prende vita. Infatti è proprio l’artista a parlare in un video: traspare l’amore per il figlio, del fare teatro con sacrificio, e della sua arte che, già da vivo, sapeva che sarebbe stata ricordata anche dopo la sua morte. Prima che la platea andasse via, Alfonso Tortora ha spiegato com’è nato lo spettacolo teatrale.

