Dopo la pensante squalifica inflitta dal Giudice Sportivo a Danucci – fermato per 8 giornate – la società corallina ha immediatamente espresso la propria posizione, attraverso le parole del presidente Giugliano.
“Non è ammissibile – attacca Giugliano – comminare una tale sanzione per un qualcosa che non esiste. Danucci, calciatore correttissimo in campo e fuori – e su questo parla la sua carriera -, è stato colpito al volto da un avversario sugli sviluppi di un calcio di punizione, fatto battere dall’arbitro, per sua stessa ammissione, ben oltre il minuto di recupero concesso. Il nostro tesserato perdeva sangue, tanto che poi è stato costretto a 5 punti di sutura in ospedale, non ha assolutamente scagliato nei confronti di nessuno la bottiglietta d’acqua. L’ha invece lanciata contro il muro del sottopassaggio. L’inadeguatezza e l’insensibilità di gente che la domenica viene a rovinare deliberatamente i sacrifici di presidenti e società creano situazioni come questa. Ho l’obbligo di prendere posizione, ho l’obbligo di proteggere la Turris e di protestare contro questa decisione assurda e inverosimile. Ho l’obbligo di protestare contro i designatori arbitrali che permettono di far prendere decisioni importanti a gente totalmente inadeguata. E spero che mi seguano in tanti in serie D. A partire da domani, in occasione di ogni gara casalinga e in trasferta di tutto il girone di ritorno consegneremo la distinta di gara a questi “signori” con 40 minuti di ritardo”.
Profonda l’amarezza del diggì Vincenzo Calce, che evidenzia poi alcune evidenti discrepanze relative alla motivazione della squalifica. “Va anzitutto precisato che quello protagonista dell’episodio è l’ultimo assistente, quello cioè che avrebbe dovuto attendere che tutti i tesserati lasciassero il campo prima di raggiungere lo spogliatoio. Come ha fatto, quindi, ad essere colpito dalla borraccia? Trovo poi profondamente contraddittoria la motivazione del Giudice Sportivo. Prima si accusa Danucci di aver scagliato con violenza la bottiglietta contro il muro, tanto che la bottiglietta in questione avrebbe poi, di riflesso, colpito l’assistente alla spalla, evidenziando di fatto il carattere fortuito dell’incidente. Subito dopo, però, si rimarca e sanziona il carattere volontario della condotta, dettata da un palese dissenso nei confronti della terna arbitrale. Danucci, quindi, avrebbe scagliato la bottiglietta contro il muro per colpire l’assistente. Mi pare francamente assurdo. A ciò va poi ad aggiungersi un altro rilievo. È abitudine della Turris fare in modo che ci sia sempre un dirigente ad accompagnare squadre e terna nello spogliatoio. Il dirigente in questione domenica ero io. Non è accaduto nulla di quanto contestato a Ciro Danucci. Io l’ho vista la bottiglietta a terra. Era, garantisco, parecchio lontana dall’assistente in questione”.

