Turris, Giacomarro si presenta alla piazza: “I tifosi devono divertirsi e noi con loro”

Ha diretto quest’oggi il suo primo allenamento al Liguori, il neo tecnico corallino Domenico Giacomarro. Al termine della seduta, poi, la conferenza stampa nel corso della quale l’allenatore è stato ufficialmente presentato alla piazza.

 A fare gli onori di casa, il presidente Giuseppe Giugliano. “Come società ce la stiamo mettendo tutta per tener fede ai propositi di inizio stagione. Non ci stiamo risparmiando, sotto ogni profilo. Il mister si occuperà del resto. Dopo Majella in eccellenza e Tarallo nella passata stagione, diciamo che questa è la nostra terza pazzia settembrina”. Quindi il diggì Vincenzo Calce. “L’ho ribadito a più riprese la scorsa settimana. I nostri obiettivi restano inalterati. La scelta di Giacomarro lo dimostra. Il campionato è appena iniziato. Abbiamo tutto il tempo per recuperare il terreno perduto. Adesso lasciamo che il mister lavori serenamente”.

Ha esordito ringraziando l’ex tecnico Baratto, il diesse Francesco Vitaglione. “Un ringraziamento doveroso. Adesso comincia un nuovo ciclo. All’ambiente chiedo serenità ed equilibrio. Anche nelle critiche. Sono componenti essenziali dalle quali non si può prescindere, in qualsiasi fase. Ora conta solo mettersi a lavorare per attuare quell’inversione di rotta che obiettivamente si è resa necessaria”.

Diretto il dirigente Leonardo Mascolo. “La società sta facendo tutto il possibile. Adesso mi aspetto che la squadra reagisca per quelle che sono le qualità di cui dispone. Qualcuno evidentemente non ha reso come ci aspettavamo, ma non è giusto adesso far nomi o puntare il dito contro qualcuno. Tutti adesso devono dare il proprio contributo e mister Giacomarro è sicuramente l’uomo giusto per imprimere la svolta. Lo conosciamo tutti. Ha esperienza e personalità, saprà tirar fuori il meglio da tutti. Ai tifosi chiedo pazienza. Come società stiamo facendo il massimo”.

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Un fiume in piena il neo tecnico corallino. “Contento della mia scelta. La Turris è sempre stata il mio cruccio, sin da quando ero un calciatore. Qui c’è tanto calore. Anche pressione, è vero, ma in piazze del genere si può fare calcio vero. C’è quell’intensità che mette voglia di giocare ed allenare. Ringrazio la società e garantisco, da parte mia, impegno e professionalità. Vivo quest’esperienza con carica, entusiasmo ed emozione. Adesso tutti dobbiamo esprimere il potenziale di cui disponiamo. Quali ingredienti sono necessari per ingranare la marcia giusta? Corsa e sacrifici, senza mai lamentarsi. Io ci metterò passione e voglia per svegliare questi ragazzi e portare gente allo stadio. I nostri tifosi devono divertirsi e noi con loro. La squadra la conosco, l’ho seguita. Dobbiamo necessariamente lavorare per imporre il nostro gioco, sfruttando le qualità dei giocatori di cui disponiamo. La Turris può contare su una rosa di primissima fascia. Modulo? Negli ultimi anni ho lavorato col 3-5-2, ma si tratta di un modulo essenzialmente difensivo. Questa squadra è stata invece costruita per il 4-4-2 ed è su questa soluzione tattica che bisogna lavorare, anzitutto mettendo pedine come Palumbo e Schettino nella condizione di rendere al massimo e fare la differenza. Non mi hanno chiamato per un campionato anonimo. Siamo qui per fare la differenza. Non voglio vedere gente col muso ed in preda all’ansia. Chi è a torre sa che questa è una piazza esigente ed impegnativa. Qui non siamo a Grosseto o Pordenone. Qui si vive di passione, ma anche di tensione. E noi che siamo dei privilegiati, poiché facciamo il lavoro più bello al mondo, dobbiamo saper gestire queste situazioni. Chi della squadra conosco? Danucci lo volevo l’anno scorso ma mi ha fatto il pacco, Picci è così forte che l’avrei picchiato ad ogni partita ed ora l’alleno. De Gol e Di Girolamo hanno qualità incredibili e li avrei sempre voluti nelle mie squadre. Tarallo ha una stazza incredibile, Evacuo e Varriale sono calciatori completi. Adesso me li ritrovo tutti a mia disposizione. Cosa serve per vincere? Il giusto atteggiamento mentale. Da parte di tutti. Siamo tutti determinanti. Dalla società al magazziniere, dall’allenatore al medico, passando per la squadra”.