Lanciata per la prima volta nel 1992 negli USA, la Campagna Nastro Rosa, ha l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza di prevenzione e diagnosi precoce oncologica. Simbolo della Campagna è il tradizionale pink ribbon, il fiocco rosa, riconosciuto da tutti a livello mondiale.
Da oltre 70 anni LILT Milano Monza e Brianza promuovono la cultura della prevenzione, unica arma a nostra disposizione per battere sul tempo la malattia.
Con la Campagna Nastro Rosa si vuole coinvolgere un numero sempre più ampio di donne diffondendo la corretta informazione sugli stili di vita salutari da adottare e sulle visite da effettuare a seconda dell’età.
La Campagna di quest’anno è dedicata alla donna prevenuta. Attenta alla propria salute e consapevole del fatto che la prevenzione è la più efficace forma di lotta contro il tumore al seno.
Perché è importante continuare a parlare di tumore al seno?
Nel mondo e in Italia è la neoplasia più diagnosticata fra le donne. Rappresenta il 30% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (12%), del polmone (12%), della tiroide (5%) e del corpo dell’utero (5%). Ed è la prima causa di morte per tumore fra le donne in Italia. Attualmente l’incidenza di questa malattia è in crescita, ma la mortalità è in costante calo. Nella lotta contro il tumore al seno la corretta informazione gioca un ruolo fondamentale. Conoscere la malattia aiuta ad affrontarla ma anche a prevenirla.
Si può davvero prevenire il tumore al seno?
Le donne che scelgono uno stile di vita salutare, un’alimentazione bilanciata, fanno attività fisica e si sottopongono regolarmente a visite ed esami sono donne che hanno scelto di essere prevenute, che mettono in pratica ogni giorno tante piccole azioni che fanno una grande differenza.
Grazie alla maggiore consapevolezza e alla sensibilizzazione verso prevenzione primaria e diagnosi precoce la mortalità per tumore al seno è in costante calo, con percentuali di sopravvivenza vicine al 90%.
Cosa può fare ogni donna per essere prevenuta? Ce lo spiega l’esperta
Come può fare prevenzione ogni donna? Non c’è una risposta univoca per tutte, ognuna è diversa con una storia personale e caratteristiche uniche. Anche le scelte nell’ambito della diagnosi precoce oncologica devono tener conto di questo e orientarsi verso un approccio mirato, personalizzato. La dottoressa Catherine Depretto, coordinatrice del programma MammoRisk e radiologa presso l’Istituto Tumori di Milano ci aiuta a capire cosa può fare ogni donna per essere prevenuta.
Perché fare prevenzione
In Italia una donna su otto si ammala di tumore alla mammella. Si stima che ogni anno vengano diagnosticati oltre 50.000 casi di carcinoma mammario. Dal 2000 però si registra una progressiva riduzione della mortalità per questa neoplasia. La visita senologica è la prima azione per una corretta prevenzione del tumore al seno. Si tratta di un esame della mammella, che ha lo scopo di riscontrare l’eventuale presenza di noduli o di altri segni clinici sospetti e comunque meritevoli di ulteriori indagini.
I dati
Il tumore al seno è il tumore più diagnosticato nelle donne in Italia in tutte le classi di età, ma con percentuali diverse (dal 41% nelle giovani sotto i 50 anni al 22% nelle donne di 70 o più anni). La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è pari all’87% (circa 9 donne su 10). Invece, la sopravvivenza a dieci anni dalla diagnosi in Italia si attesta pari all’80% (circa 8 donne su 10).
Durante la conferenza stampa per il lancio della campagna, il presidente nazionale Lilt Francesco Schittulli ha espresso preoccupazione per l’elevato numero di screening saltati e i controlli rimandati da parte delle pazienti nell’ultimo anno, anche a causa della pandemia da coronavirus. Per Schittulli, due elementi chiave della prevenzione sono la sensibilizzazione delle giovanissime e l’autopalpazione del seno che deve essere effettuata ogni mese. Infine, la vaccinazione contro l’infezione da Hpv (responsabile di patologie tumorali) è un altro importante fattore di prevenzione sia per le ragazze che per i ragazzi.
La prevenzione primaria
Le strategie preventive si basano su due approcci integrati: la prevenzione primaria e quella secondaria. La prevenzione primaria ha l’obiettivo di individuare e rimuovere le cause che contribuiscono allo sviluppo di un tumore e prevede quindi di incentivare comportamenti e stili di vita che potrebbero ridurre la probabilità di contrarre il tumore.
La prevenzione secondaria
La prevenzione secondaria si traduce nella diagnosi precoce tramite esami. La scoperta del tumore avviene generalmente attraverso la mammografia e l’ecografia. Nella sua fase iniziale, permette terapie chirurgiche meno aggressive con maggiore probabilità di guarigione: per tumori che misurano meno di un centimetro è di oltre il 90%. Gli interventi sono sempre conservativi e non procurano seri danni estetici alla donna.
Esami: quali e quando farli
La mammografia è la tecnica più idonea per diagnosticare la maggior parte dei tumori della mammella in fase iniziale e può essere utilizzata come test di base in un programma di screening. Nelle giovani donne e più in generale nelle donne con seno denso è più difficile da interpretare, rendendo necessaria l’integrazione con l’ecografia mammaria e a volte con la risonanza magnetica. È un esame consigliato annualmente dai 45 anni circa in su.
La tomosintesi mammaria è una mammografia digitale tridimensionale ad alta definizione, uno strumento diagnostico che permette di studiare la mammella ‘a strati’. È consigliabile per tutte le donne in età da controllo mammografico (dai 35 circa in su).
L’ecografia mammaria invece offre contributi talora insostituibili nella diagnosi di lesioni nodulari benigne. È utilizzata soprattutto in associazione alla mammografia. È un esame consigliato annualmente dai 35 anni circa in su.
La risonanza magnetica mammaria è un esame che viene impiegato nei casi in cui non vi sia univocità tra esami precedenti o in presenza di un carcinoma accertato. Questo tipo di accertamento diagnostico è quello più largamente impiegato per lo studio delle microcalcificazioni.
Altri esami utili includono un esame radiografico standard del torace, un’ecografia addominale e il dosaggio dei marker tumorali nel sangue (CEA e Ca15-3).
La sede centrale e le sezioni provinciali della Lega italiana per la lotta ai tumori offrono visite senologiche gratuite nei loro ambulatori.
Inoltre, organizzano conferenze e dibattiti e distribuiscono materiale informativo.
Per tutto il mese, le donne possono rivolgersi al numero verde SOS Lilt 800 998877 per ricevere informazioni e prenotare una visita senologica gratuita, presso il più vicino ambulatorio.

