Sono 72 le persone indagate dalla Procura di Nocera Inferiore nell’ambito di una vasta inchiesta su presunte truffe legate alla cessione dei crediti d’imposta, introdotti con il Decreto Rilancio del 2020 per sostenere l’economia nel periodo post-Covid.
Le accuse, a vario titolo, comprendono truffa aggravata, autoriciclaggio e ricettazione.
Sequestrati 195mila euro, ma il Pm presenta appello
Il Gip del Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto un primo sequestro preventivo di circa 195mila euro nei confronti di una 42enne di Nocera Superiore, ritenuta coinvolta nel sistema. Tuttavia, il Pubblico Ministero titolare del fascicolo ha impugnato il provvedimento, ritenendo la misura solo parzialmente accolta rispetto alla richiesta iniziale. L’appello sarà discusso nelle prossime settimane.
Un sistema di società e crediti fittizi
Nel mirino degli investigatori figurano anche 23 aziende con sede tra le province di Salerno e Napoli. L’indagine, condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Nocera Inferiore, avrebbe portato alla luce un presunto meccanismo fraudolento finalizzato a ottenere indebiti vantaggi fiscali per diversi milioni di euro.
Secondo gli inquirenti, numerose società avrebbero ceduto o compensato crediti d’imposta in realtà inesistenti, relativi a bonus edilizi come Ecobonus e Bonus Facciate, così da ridurre le proprie imposte o incassare somme non dovute.
Le prime tracce: un imprenditore “fantasma”
Le indagini sono partite dalla posizione di un imprenditore che, pur non rivestendo alcuna carica societaria e con redditi incompatibili rispetto ai movimenti bancari, avrebbe acquistato crediti per oltre 2 milioni di euro come concessionario.
Dalle verifiche è emerso che parte di questi crediti erano stati monetizzati per circa 735mila euro presso Poste Italiane, che a loro volta avevano sottoscritto tre contratti di cessione per oltre 600mila euro, poi accreditati su due conti correnti.
Tuttavia, nessuna delle operazioni risultava collegata a lavori edilizi effettivamente eseguiti. Proprio l’assenza di documentazione sui cantieri e sull’origine dei crediti — ovvero se derivassero da Ecobonus, Sismabonus o Bonus Facciate — è uno dei punti deboli evidenziati dal Gip, che ha chiesto ulteriori accertamenti.
Le prossime mosse
Nonostante le criticità riscontrate dal giudice, la Procura di Nocera Inferiore resta convinta della solidità dell’impianto accusatorio e ha già presentato appello.
La discussione davanti al Tribunale del Riesame è attesa per il mese prossimo. Nel frattempo, le indagini proseguono per chiarire la portata delle presunte frodi e il reale ammontare dei profitti generati dal sistema di cessioni fittizie dei crediti d’imposta.

