Truffe assicurative: 49 indagati a Caserta

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Si è conclusa con 49 avvisi di garanzia un’indagine complessa della Procura di Santa Maria Capua Vetere, riguardante presunti episodi di truffa aggravata, falsità documentale, indebita percezione di contributi pubblici, autoriciclaggio e associazione per delinquere. Le indagini hanno interessato vari comuni tra Maddaloni e la provincia di Benevento tra la fine del 2020 e la metà del 2022.

Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe messo in atto un articolato sistema per ottenere indebitamente indennizzi assicurativi tramite falsi incidenti stradali, dichiarazioni non veritiere e documentazione alterata. Gli indagati avranno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive dopo la chiusura delle indagini a firma del sostituto procuratore Iolanda Gaudino.

I presunti capi del sodalizio

Il gruppo sarebbe stato guidato da Biagio Barbaro e Francesco D’Addio, avvocato con studio legale a Maddaloni. I due avrebbero coordinato tutte le attività illecite, distribuendo i profitti, reclutando persone e veicoli per i sinistri simulati, predisponendo basi logistiche per le false visite mediche e curando tutta la documentazione necessaria, dai certificati medici falsi ai referti ospedalieri. D’Addio avrebbe anche sviluppato strategie legali e stragiudiziali nelle controversie connesse ai sinistri inventati.

Fondamentale, secondo l’accusa, era il ruolo dei medici di base Giovanna Liguori e Giovanni Fantarella, rispettivamente con studio a Maddaloni e Arienzo. In qualità di pubblici ufficiali, avrebbero rilasciato certificati attestanti lesioni inesistenti, spesso senza sottoporre i pazienti a visite.

Altri membri del sodalizio si sarebbero occupati di contattare compartecipi, distribuire i guadagni illeciti, coordinare falsi testimoni e gestire le modalità operative dei sinistri mai avvenuti.

Un fenomeno ramificato e complesso

La vicenda ricalca l’inchiesta-monstre di Marcianise, che riguarda oltre 50 persone e decine di faldoni di atti. Il processo, già rinviato tre volte a causa della diversa composizione del collegio, è aggiornato a gennaio. Alcuni indagati sono stati sentiti anche da altre procure del Nord Italia, in procedimenti paralleli legati alle sedi legali delle compagnie assicurative.

In più occasioni, le indagini sono state archiviate a causa del disconoscimento delle firme in calce a decine di certificati da parte dei medici indagati. Gli indagati hanno sempre ribadito la volontà di chiarire la propria posizione, mentre la Procura continua a ricostruire l’intero meccanismo di frode.